di Valentina Reggiani Non può essere certo definito allarme in Italia ma psicosi, quella sì. Tra i modenesi intervistati sul tema Coronavirus a far da padrona è purtroppo la disinfomazione o, ancor peggio, le troppe bufale divenute virali sui social. C’è chi ammette anche di «cambiare strada nel caso in cui cammini nella sua stessa direzione un cittadino cinese». Mentre la psicosi dilaga, la Regione ha ribadito che in Emilia Romagna non vi sono casi di contagio, sottolineando di aver attivato tutte le misure stabilite dal Ministero, in stretto raccordo con le Aziende sanitarie. Ma tra i modenesi la paura è comunque tangibile. «Lavoro coi container – spiega Martino Caliandro – e parliamo di merce che...

di Valentina Reggiani

Non può essere certo definito allarme in Italia ma psicosi, quella sì. Tra i modenesi intervistati sul tema Coronavirus a far da padrona è purtroppo la disinfomazione o, ancor peggio, le troppe bufale divenute virali sui social. C’è chi ammette anche di «cambiare strada nel caso in cui cammini nella sua stessa direzione un cittadino cinese». Mentre la psicosi dilaga, la Regione ha ribadito che in Emilia Romagna non vi sono casi di contagio, sottolineando di aver attivato tutte le misure stabilite dal Ministero, in stretto raccordo con le Aziende sanitarie.

Ma tra i modenesi la paura è comunque tangibile. «Lavoro coi container – spiega Martino Caliandro – e parliamo di merce che arriva da oltreoceano. Molti cassoni provengono dalla Cina e quando li apri, comunque, il pensiero c’è. Uso i guanti, cerco di non toccare nulla anche se per il momento non ho acquistato mascherine’. Meno preoccupato Monaco Gennaro, che comunque non nasconde come il pensiero del contagio lo attraversi durante la giornata. «Sono un autista e proprio in conseguenza del mestiere che svolgo sono costretto a muovermi parecchio. Ovviamente quando frequenti luoghi particolarmente affollati ci pensi al virus: non sono terrorizzato ma penso a come comportarmi comunque per non correre rischi. Ascolto spesso la televisione proprio in cerca di consigli, soprattutto quelli dei medici».

Più serena Debora Righi, dipendente al centro commerciale i Portali che spiega di non aver comunque notato particolari paure o atteggiamenti tra i clienti. «Sono sincera, i cittadini li vedo tranquilli e lo sono pure io. Lavoro tra la gente ogni giorno e diventerei matta se dovessi temere un potenziale contagio. In Italia secondo me siamo al sicuro. In pochi – continua – girano con la mascherina indossata. Ad utilizzarla sono principalmente i pazienti del Policlinico, che è qui vicino. Non credo vi sia stato neppure un calo di clienti all’interno del centro commerciale: segno che comunque il timore ci può essere ma al momento la gente non si crea problemi a frequentare luoghi affollati».

Ad ammettere di avere paura è invece Ester Ferreris: «Non è tanto per me ma per i miei bambini – sottolinea – devo proteggere la mia famiglia e ho sempre pronte mascherine e amuchina gel per le mani. Abbiamo un’impresa di pulizie – spiega ancora – e utilizziamo sempre i guanti. Per ora non ho sentito medici ma dovessero verificarsi casi vicini a noi cercherei subito informazioni per proteggerci. La situazione è comunque allarmante per tutti. Non solo per la Cina».

A ritenere che in Italia l’allarme al momento non vi sia è invece Ambrogio Minonzio. «Sono sincero, ammette. Io non ho paura. Ho la figlia di una casa amica che vive vicino a Sgangai e dice che c’è timore ma stanno gestendo le cose nel migliore dei modi. Poi, ovviamente, non andrei a farci un viaggio ma, ad esempio, non avrei alcun problema ad andare in un ristorante cinese se avessi in programma di farlo». Un’altra giovane mamma, Wafa Zouhri, invece, ammette di essere terrorizzata più che altro per il proprio bambino, che ha appena venti giorni. «Io la mascherina la indosso ma la faccio mettere anche a tutti coloro che entrano in casa mia. Paura ad avvicinarmi ad un cinese? Diciamo che per sicurezza, in generale preferisco tenere le distanze da tutti gli sconosciuti. Per il momento a Modena sembra tutto tranquillo ma, ad esempio, in questo momento certo eviterei di viaggiare soprattutto verso la capitale. Va bene non creare allarme ma credo che la prudenza e il buon senso, in un momento come questo, siano d’obbligo».