Il tetto, dopo i lavori della scorsa primavera, sembra a posto, anche se bisognerà aspettare le piogge per valutarne la reale tenuta. I problemi però alla caserma dei vigili del fuoco di via Radici in piano non sembrano finiti: le finestre sono rotte e la caldaia istallata è senza filtro, per cui l’acqua che esce dai rubinetti che viene utlizzata per le docce e per cucinare ha un colore improponibile. Le segnalazioni sono di Fabrizio Benvenuti del Conapo, il sindacato dei vigili del fuoco....

Il tetto, dopo i lavori della scorsa primavera, sembra a posto, anche se bisognerà aspettare le piogge per valutarne la reale tenuta. I problemi però alla caserma dei vigili del fuoco di via Radici in piano non sembrano finiti: le finestre sono rotte e la caldaia istallata è senza filtro, per cui l’acqua che esce dai rubinetti che viene utlizzata per le docce e per cucinare ha un colore improponibile. Le segnalazioni sono di Fabrizio Benvenuti del Conapo, il sindacato dei vigili del fuoco. L’intervento sulla copertura della caserma era atteso da tempo: in passato i pompieri avevano denunciato numerose infiltrazioni d’acqua nei locali della struttura che ospita alcune decine di operatori suddivisi in 4 turni. Addirittura nel 2015 – quando Sgp che si occupa della manutenzione della struttura era in piena tempesta per il maxi-debito – crollò un controsoffitto in cucina, con alcuni vigili colpiti seppure lievemente. Il sindacato arrivò a minacciare, scrivendo che si sarebbero spostati tutti a Modena, lasciando scoperto il distretto ceramico, ma anche alcune località del Reggiano e dell’Appennino quando occorre. In quel periodo chi c’era era costretto a mettere dei secchi nelle camerate quando pioveva e si parlava di «un’umidità da caverna». Il rischio in caso di pioggia torrenziale sarebbe stato un allagamento epocale.

Sgp e il Comune nel tempo sono intervenuti e nella scorsa primavera hanno finalmente concluso i lavori di messa a punto della copertura, per una spesa complessiva di 50mila euro. Un lavoro che il Comune ha giudicato positivamente e che dovrebbe garantire, almeno in caso maltempo, maggiore tranquillità ai vigili del fuoco.

I problemi restano però all’interno di una struttura piuttosto obsoleta. «Per l’intervento sul tetto ci possiamo ritenere parzialmente soddisfatti – spiega Fabrizio Benvenuti – vedremo quando arriverà la stagione delle piogge. Diversa la situazione nel resto della caserma. Le finestre sono ancora tutte rotte, ci sono spifferi dappertutto e una dispersione termica impressionante». In più, l’acqua che scorre dai rubinetti ha un accentuato colore giallastro. «In pratica è stata montata la caldaia, ma a noi risulta senza filtro. Per cui l’acqua che esce ha queste strane caratteristiche e ci è stato detto che viene usata per le docce e anche per cucinare. Siamo di fronte a un ambiente di lavoro indecente. Mi appello al Comune affinché intervenga, altrimenti saremo costretti a intraprendere le azioni dovute».

Gianpaolo Annese