Un’altra vittoria per la professoressa Maria Grazia Modena, assolta con formula piena perché i fatti non sussistono da tutte le accuse legate all’inchiesta ‘Camici sporchi’. Secondo i giudici della prima sezione del Tar, infatti, l’ex primario di Cardiologia del Policlinico ha diritto al prolungamento del rapporto di impiego anche oltre i limiti di età previsti dalla legge. "Il periodo di ingiusta sospensione o cessazione del rapporto subito dal dipendente pubblico a seguito di procedimento penale avviato nei confronti...

Un’altra vittoria per la professoressa Maria Grazia Modena, assolta con formula piena perché i fatti non sussistono da tutte le accuse legate all’inchiesta ‘Camici sporchi’. Secondo i giudici della prima sezione del Tar, infatti, l’ex primario di Cardiologia del Policlinico ha diritto al prolungamento del rapporto di impiego anche oltre i limiti di età previsti dalla legge. "Il periodo di ingiusta sospensione o cessazione del rapporto subito dal dipendente pubblico a seguito di procedimento penale avviato nei confronti dello stesso e conclusosi con l’assoluzione piena di quest’ultimo non deve andare a danno del medesimo: a tale fine è previsto il diritto al prolungamento del rapporto di impiego in misura corrispondente al periodo di interruzione ingiustamente subita", scrivono i giudici nella sentenza con la quale accolgono il ricorso presentato dalla professoressa nei confronti dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Infatti il rettore, il 26 ottobre di due anni fa aveva negato alla Modena il diritto di ottenere il prolungamento del rapporto di impiego anche oltre i limiti di età previsti dalla legge per un periodo pari a quello della durata complessiva dei provvedimenti cautelari di sospensione dal servizio adottati dall’Ateneo; provvedimento ora annullato dai giudici. Secondo Unimore, infatti, l’ex primario aveva impugnato in ritardo il provvedimento rettorale, avendo rinunciato al suddetto beneficio nel momento in cui aveva chiesto la ricostruzione della propria carriera in relazione al reintegro contributivo ed economico dei periodi nei quali ella era stata sospesa dal servizio. A parere dell’Università insomma i benefici non sarebbero stati cumulabili. Ma non la vedono così i giudici secondo i quali la professoressa inviò invece correttamente il ricorso, facendo tempestivamente istanza per il prolungamento del rapporto di lavoro. Il Tar sottolinea come il prolungamento della carriera sia un vero e proprio diritto. Una notizia che sicuramente, in un momento così delicato, contribuisce ad incutere serenità alla professoressa, assolta con formula piena in Cassazione a gennaio di due anni fa dopo anni di battaglie e una sorta di lungo esilio tra domiciliari e obbligo di firma. Il ricorso presentato dalla Modena riguarda il recupero di due anni e mezzo ma il prossimo anno è attesa un’altra sentenza: quella del tribunale del Lavoro contro il Policlinico per la sospensione durata sei anni. Una sentenza forte quella pronunciata dal Tar – sulla quale per ora la professoressa preferisce non lasciare commenti – che riconosce alla Modena diritti che per anni –, ha denunciato più volte –, si è vista negare.

Valentina Reggiani