La ’Cra Gorrieri’ nel mirino: "Dagli allagamenti ai disagi, bisogna intervenire subito"

L’architetto Righi: "Servirebbe più verde". Modena: "Tante criticità"

La ’Cra Gorrieri’ nel mirino: "Dagli allagamenti ai disagi, bisogna intervenire subito"

La ’Cra Gorrieri’ nel mirino: "Dagli allagamenti ai disagi, bisogna intervenire subito"

Modena, 8 luglio 2024 – "Una residenza per anziani non è un ospedale, non è un dormitorio. È e deve essere luogo di vita, di attività, di relazioni, di intrattenimento appropriate alle condizioni, capacità inclinazioni di ciascuno. Ma il mese scorso gli anziani ospiti della Casa Ramazzini sono stati trasferiti e qui, in questo paesaggio alieno, cos’hanno trovato? Un vasto assolato parcheggio davanti alle finestre a nord, un altro assolato parcheggio davanti alle finestre a sud, un lungo parcheggio davanti alle finestre a ovest e altrettanto a est". Inizia così la critica dell’architetto Ezio Righi e Manuela Tonini in riferimento alla nuova Cra Gorrieri, che mette a confronto la "condizione e le attività all’aperto di cui gli ospiti anziani godevano al Ramazzini, divenute impossibili nella nuova sede". "Certo, la residenza Gorrieri non è circondata da un parco come lo era la Ramazzini. Ma almeno, nelle sue pertinenze ci sono spazi in cui sia possibile proseguire e sviluppare per gli ospiti le attività che si svolgevano nel verde ombroso del Ramazzini? No – proseguono –. Ampi spazi esterni attrezzati a parco e giardino sono componenti indispensabili ad una residenza per anziani che sia veramente confortevole. Quando sciaguratamente sono assenti, come nel caso della residenza Gorrieri, gli spazi disponibili devono essere concepiti con cura e sensibilità tanto maggiori quanto più avare ne sono le superfici, per attrezzarli al godimento immediato dagli ospiti, con adeguate superfici praticabili, panchine e tavoli, con pergolati ombrosi e gazebo, in attesa che gli alberi crescano".

Accende i riflettori sul tema anche la consigliera Maria Grazia Modena, che spiega: "Vi sembra possibile che in una struttura per anziani da più di 10 giorni il piano terra sia frequentemente allagato, che solo dopo 13 giorni sia arrivata l’acqua calda e collegato la fossa biologica ai tubi di scarico dei bagni, dai quali, nei giorni precedenti, è fuoriuscito, spargendosi sul pavimento, un liquido non esattamente limpido che il personale ha dovuto raccogliere e pulire? – dice –. Possibile che in una struttura nuova in luglio si debbano tenere le finestre aperte perché un sistema di condizionamento, gestibile via computer che nessuno del personale è stato preparato a manovrare, spara temperature da polo nord? Inoltre il condizionatore serve direttamente quattro settori (due per piano) per cui non è possibile escluderne alcuno, tantomeno regolare diversamente la temperatura nelle varie zone? Ma il collaudo e la certificazione di agibilità sono stati fatti?"