"Volevamo partecipare come semplici auditori, senza intervenire, se non eventualmente sollecitati. Ci hanno detto di stare fuori". C’è amarezza e sdegno nella parole del consigliere comunale leghista Giulio Bonzanini che ieri sera, come normale cittadino, si è presentato al circolo arci di Santa croce per partecipare come puro ascoltatore al dibattito su Norma Cossetto, tra le vittime della pulizia etnica ai danni degli italiani, che rifiutò di rinnegare il suo essere italiana e per questo...

"Volevamo partecipare come semplici auditori, senza intervenire, se non eventualmente sollecitati. Ci hanno detto di stare fuori". C’è amarezza e sdegno nella parole del consigliere comunale leghista Giulio Bonzanini che ieri sera, come normale cittadino, si è presentato al circolo arci di Santa croce per partecipare come puro ascoltatore al dibattito su Norma Cossetto, tra le vittime della pulizia etnica ai danni degli italiani, che rifiutò di rinnegare il suo essere italiana e per questo pagò con la vitae alla quale la Repubblica Italiana riconobbe, nel 2005, il suo sacrificio concedendole la medaglia d’oro al merito civile. Dibattito organizzato prima della cena, promossa da varie sigle come Anpi, Udi, Vivere Donna, Cigl, Carpi antifascista. "Poco tempo fa – spiega Giulio Bonzanini – il Consiglio comunale all’unanimità ha approvato la mozione di Fratelli d’Italia volta a riconoscere una via o piazza alla figura di Norma Cosetto. Con una collega consigliere di FdI Marina Messori di Formigine, (nell’ambito del cui consiglio comunale l’analoga mozione è stata bocciata), ci siamo presentati come semplici cittadini al circolo Arci di Santa Croce per assistere all’incontro. Il nostro non era un intento polemico: nel qual caso avremmo chiamato i ‘rinforzi’. Solo di pura conoscenza". "Inoltre visto che non troppo tempo fa uno dei rappresentanti dell’Anpi mi ha etichettato come ‘leone da tastiera’ senza il coraggio di parlare in pubblico, ho voluto dimostrare che ero pronto ad ascoltare e se, e solo se, interpellato, di parlare. Ma solo se intercettato. Ne è uscita un’ora di attesa surreale: io sono stato riconosciuto subito, essendo di Carpi, e come tale insultato dalle persone che erano all’ingresso. Sono volate offese pesanti, gratuite e non ripetibili. Questo non solo nei nostri confronti: al nostro fianco per pura casualità c’era un signore, un esule istriano dalmata: lo hanno offeso nei peggiore dei modi. A tutti chiaramente senza giri di parole è stato detto di andare via ’Qui non vogliamo dei fascisti’".

"Cercando ‘scusanti’ più ‘legali’ ci hanno detto che era necessaria la tessera Arci: ok la facciamo. Al che ci è stato risposto che per ragioni di distanziamento sociale non si potevano accettare troppe persone. Eppure la sala era mezza vuota. Nel frattempo abbiamo visto entrare il neo assessore Andrea Artioli. Forse non ci ha visto, peccato". "Volevo solo ascoltare il dibattito, come privati cittadini: ci hanno letteralmente cacciati via".

Maria Silvia Cabri