Il Coronavirus non impatta soltanto sul tessuto economico locale rappresentano dai piccoli imprenditori, ma anche sulle realtà più internazionali, in particolare i ristoranti che ci invidiano in tutto il mondo. Sotto la Ghirlandina, per esempio, due big come l’Osteria Francescana di Massimo Bottura (tre stelle Michelin) e l’Erba del Re di Luca Marchini (una stella Michelin) sono protagonisti di uno scenario prima inimmaginabile: la possibilità di prenotare un tavolo anche a distanza di pochi giorni. «E’ vero – ammette lo chef Massimo Bottura – riceviamo...

Il Coronavirus non impatta soltanto sul tessuto economico locale rappresentano dai piccoli imprenditori, ma anche sulle realtà più internazionali, in particolare i ristoranti che ci invidiano in tutto il mondo. Sotto la Ghirlandina, per esempio, due big come l’Osteria Francescana di Massimo Bottura (tre stelle Michelin) e l’Erba del Re di Luca Marchini (una stella Michelin) sono protagonisti di uno scenario prima inimmaginabile: la possibilità di prenotare un tavolo anche a distanza di pochi giorni.

«E’ vero – ammette lo chef Massimo Bottura – riceviamo telefonate di disdetta sopratutto dall’estero, ma fortunatamente non passa un minuto che il tavolo appena liberato viene subito riprenotato. Posso dire, e sono felice di ciò, che non ho mai un posto vuoto neppure in questo periodo difficile. Mai come adesso, poi, ci sono clienti italiani che chiamano per approfittare dei tavoli lasciati vuoti».

image

Il proprietario dell’Osteria Francescana e vero e proprio ambasciatore di Modena mondo vista la sua notorietà e i numerosi premi collezionati, ammette, però, l’amarezza per ciò che sta accadendo. «Non è bello – dice – che l’Italia e Modena stiano passando come luoghi chiusi per colpa del virus. Non è così e a proposito ho scritto anche alle istituzioni per chiedere l’impegno a diffondere un messaggio di apertura. Se il Governo è il primo a non avere questo approccio di rassicurazione verso l’esterno – sottolinea Bottura – si rischia davvero un danno enorme per la nostra economia e per il turismo. A Modena, in particolare, negli ultimi anni ci siamo impegnati tantissimo a fare sistema, a fare partire un flusso di visite che prima non c’era, ma con quello che sta accadendo è come se si azzerasse tutto in un colpo. Nel mio piccolo sto provando a lanciare un segnale e, non a caso, i miei Refettori in giro per il mondo, compreso quello di Milano, non hanno mai chiuso».

Lo chef lancia poi un accorato un appello: «Alle persone voglio dire che non dobbiamo avere paura. Venite in Italia, venite a Modena, tutto è sotto controllo, le autorità stanno facendo il loro lavoro nella maniera più egregia e impeccabile. Siamo qui con le braccia aperte ad aspettarvi e non vediamo l’ora di aprirvi i nostri caseifici, le nostre acetaie, i nostri luoghi di eccellenza e bellezza unici».

Pensa positivo anche chef Luca Marchini dell’Erba del Re: «Abbiamo ricevuto diverse disdette soprattutto a livello di eventi. Ma ci tengo a dire che Modena c’è, Modena esiste, Modena non si è fermata. In città e in provincia esistono ancora tante attività come quelle ristorative che imperterrite continuano a credere nella quotidianità, oltre che ovviamente nel loro lavoro. Un eccesso di allarmismo e di paura non può portare che a conseguenza economiche e sociali importanti e preoccupanti. Noi continuiamo senza paura e ci siamo».

Vincenzo Malara