NON solo i sogni ma anche i ricordi sono custoditi nel cassetto. Anzi in 100 cassetti organizzati per decadi, dagli anni ’60 ad oggi, per aprirli e scoprire le meraviglie che affiorano dal passato. Il riallestimento del Museo storico di Iris ceramica group inaugurato ieri nella sede di via Ghiarola a Fiorano è un viaggio nella storia di una delle più importanti aziende del distretto e un tuffo nella memoria dell’intero comprensorio. «Possono copiarti i prodotti – ha detto il consigliere di Museimpresa Marco...

NON solo i sogni ma anche i ricordi sono custoditi nel cassetto. Anzi in 100 cassetti organizzati per decadi, dagli anni ’60 ad oggi, per aprirli e scoprire le meraviglie che affiorano dal passato. Il riallestimento del Museo storico di Iris ceramica group inaugurato ieri nella sede di via Ghiarola a Fiorano è un viaggio nella storia di una delle più importanti aziende del distretto e un tuffo nella memoria dell’intero comprensorio. «Possono copiarti i prodotti – ha detto il consigliere di Museimpresa Marco Montemaggi – possono copiarti il brand, ma la storia non te la può rubare nessuno». A tagliare il nastro c’erano tra gli altri il responsabile comunicazione di Iris group Stefano Luconi, i sindaci di Fiorano e Modena Francesco Tosi e Gian Carlo Muzzarelli, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei. Presenti anche gli studenti delle due sezioni ‘Ceramica’ dell’istituto d’arte Venturi di Modena. Curato in sinergia dall’architetto Federico Gigetti di Studio Area 17 con l’agenzia di comunicazione Ufo Adv di Maranello, il museo conta 600 oggetti (piastrelle, lastre, pezzi speciali, cataloghi e pubblicazioni), è stato inserito nel circuito Museimpresa (è il quinto in Emilia Romagna) e ripercorre il mezzo secolo di storia delle aziende da cui nasce Iris ceramica group, delle intuizioni del fondatore Romano Minozzi, fino alla presa in carico da parte della figlia Federica, amministratore delegato. «Non è un museo statico – spiega Luconi – questa storia di un successo arriva fino al 2018, ma sarà aggiornato». All’ingresso, nell’area meeting, il museo si compone di quattro macro-sezioni. La linea del tempo con l’archivio storico ceramico, le collezioni iconiche, i valori e l’Advertising Gallery. Questo scrigno della memoria può essere vissuto per via cronologica seguendo il filo rosso che parte dal 1961 oppure soffermandosi sui singoli ‘contenitori’ come le quattro ‘tele’ dei valori, i concetti guida del gruppo, corredate da una frase di Romano Minozzi: Spirito imprenditoriale, L’Attenzione all’ambiente, Qualità e innovazione, Cultura d’azienda. Divertente la sezione Adv Gallery, la collezione di pagine pubblicitarie. Nel decalogo delle chicche da non perdere i formati della Tanagra anni ’70 con la piastrella rotonda e quella a freccia, l’inserto di Iris ceramiche in un’edizione di Topolino del 1975, le foto del maestro Franco Fontana nel libro del 1981, la piastrella a specchio con platino per il mercato russo. «Il passato non ritorna – è una delle frasi preferite di Minozzi – il futuro è di chi innova anche la propria mente».

Gianpaolo Annese