VALENTINA REGGIANI
Cronaca

La truffa del clacson: "Mi volevano fermare per rubare la borsa"

Dopo via Nonantolana, altro episodio inquietante capitato a una donna a Modena. Intanto le vittime del raid al semaforo hanno ossa fratturate e contusioni

Clacson, foto generica

Clacson, foto generica

Modena, 14 febbbraio 2024 – L’episodio del tamponamento in via Nonantola con successiva rapina è stato un fatto di estrema violenza avvenuto in mezzo alla folla e in pieno giorno. A quanto pare, però, non è il primo che si registra nel nostro territorio, almeno per quanto riguarda il modus operandi. "Sono stata inseguita il 12 febbraio sulla strada che dal cimitero San Cataldo porta in tangenziale – racconta una donna – da un’auto con a bordo due uomini e una donna dalla pelle scura. Mi hanno suonato insistentemente per almeno 500 metri e il conducente faceva di tutto affinché mi fermassi".

L’auto mi stava attaccata – spiega – "temevo mi tamponasse. Mi sono fermata per fare la precedenza alle auto in tangenziale e la donna è scesa dall’auto: a quel punto ho chiuso le portiere e sono ripartita velocemente. Ho avuto paura, e più ancora dopo, quando ho realizzato con più lucidità che mi poteva andare peggio e che avrebbero potuto farmi del male se non avessi chiuso gli sportelli. Da cittadina mi sento insicura per la prima volta in vita mia! Credo che in città la criminalità dilaghi e che in primis prendano di mira le donne sole".

Purtroppo, prosegue la donna, "non ho avuto la lucidità di guardare la targa e che tipo di macchina, perché tenevo d’ occhio i due uomini seduti davanti e nello stesso tempo cercavo di entrare al più presto in tangenziale. Nel frattempo la donna era venuta di fianco al finestrino, per cui cercavo di immettermi il prima possibile in tangenziale ".

Il tamponamento di via Nonantola

Intanto sono entrambi sotto choc, entrambi con ferite e contusioni su più parti del corpo e fratture le due vittime della rapina di lunedì sera. Avrebbe potuto finire in tragedia la rapina di via Nonantolana a due passi dal supermercato e davanti a decine di automobilisti e passanti. Ora le indagini dei carabinieri sono in corso, coordinate dalla procura per capire il movente della violenta aggressione alla coppia e due donne sono già state fermate. Sulla vicenda per il momento vige lo stretto riserbo. Quel che si sa è emerso dalle testimonianze dei numerosi presenti, appunto, al momento del fatto.

Erano circa le 17 quando un suv con a bordo tre donne ha simulato un tamponamento ai danni di una fiat Panda su cui viaggiavano un marocchino 38enne e la moglie 32enne che, contrariamente a quanto emerso in un primo momento, non è incinta. L’uomo è uscito per capire cosa fosse accaduto: contemporaneamente una delle tre ha afferrato la borsetta appoggiata in auto. Due donne si sarebbero poi accanite sulla 32enne, ferendola al volto e sul corpo con un’arma, pare cesoie.

Il 38enne invece ha cercato di fermare la conducente del Suv salendo sul mezzo. La donna si è però allontanata a folle velocità, trascinando il malcapitato per circa duecento metri fino a che lo straniero non è finito rovinosamente al suolo. "Stiamo chiarendo in maniera definitiva la dinamica del fatto e il movente – ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Antonio Caterino – ulteriori indizi saranno raccolti in questi giorni e stiamo cercando di individuare ogni tipo di coinvolgimento e tra qualche ora la vicenda verrà ulteriormente vagliata dall’autorità giudiziaria. Le pattuglie dei carabinieri e della polizia di Stato sono intervenute immediatamente, dando una risposta ad un fatto molto grave per il quale riteniamo di escludere una serialità".

 La 32enne ha riportato contusioni multiple ed escoriazioni al volto per una prognosi 20 giorni; il marito ha riportato la frattura del polso destro e contusioni multiple. E’ stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di 30 giorni.