Novi (Modena), 13 marzo 2018 - Un laboratorio, nascosto tra i capannoni industriali,  dove una decina di cinesi cucivano capi di abbigliamento giorno e notte, sfruttati da un loro connazionale che li faceva lavorare e vivere nello stesso spazio angusto, tra ritagli di stoffa, avanzi di cibo e materassi logori sul pavimento (VIDEO). Questo hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Carpi nel paese di Novi di Modena, dove lunedì notte è scattato il blitz. I carabinieri sono riusciti a scoprire la realtà grazie alle lezioni tenute agli studenti delle scuole superiori di Carpi: il capitano Alessandro Iacovelli, durante una lezione su droghe e bullismo, si era accorto che uno studente cinese di 15 anni dormiva in classe e dalle verifiche è risalito al domicilio nel laboratorio nascosto. 

Appena sono entrati nel laboratorio i carabinieri hanno trovato lo studente che giocava alla playstation con la sorella e intorno diverse persone, tutte cinesi, intente a cucire e lavorare capi di abbigliamento femminile. Il titolare dell'attività è il padre del ragazzo che è stato denunciato per impiego di stranieri senza permesso di soggiorno e lavoro nero e gli è stata comminata una multa di 11mila euro perchè 9 operai, uno di loro è risultato clandestino e la metà lavorava senza alcun contratto. Nello spazio i cinesi lavoravano e vivevano: dietro un telone sono stati trovati materassi, resti di cibo, cassette di alimenti anche in bagno. Il tutto in condizioni igieniche precarie. L'attività è stata sospesa per almeno trenta giorni.