SESTOLA Una serata di razzie quella di mercoledì a Sestola. Una banda di ladri, presumibilmente sempre la stessa, ha visitato varie case appena prima dell’ora di cena. Sono partiti dall’area peep del paese, su cui si trovano anche abitazioni private: fallito il tentativo di entrare nella prima, hanno provato con un’altra. Con successo: il...

SESTOLA

Una serata di razzie quella di mercoledì a Sestola. Una banda di ladri, presumibilmente sempre la stessa, ha visitato varie case appena prima dell’ora di cena. Sono partiti dall’area peep del paese, su cui si trovano anche abitazioni private: fallito il tentativo di entrare nella prima, hanno provato con un’altra. Con successo: il proprietario rientrando ha trovato la casa sotto sopra. Poi i malviventi si sono spostati a Casine e hanno fatto irruzione in varie villette collocate dietro la via Provinciale per Pavullo. In particolare sono entrati nell’abitazione dei gestori di un noto ristorante della zona, confinante con il locale stesso. Approfittando dell’assenza dei proprietari, che erano a cena, prima di iniziare la serata lavorativa, i ladri hanno rubato vari oggetti, tra cui un Rolex e i soldi contenuti nel portafoglio. Non solo: la loro attenzione è stata attirata da un armadietto blindato, murato alla parete. Con un piede di porco lo hanno sradicato per portarlo via con loro. «Probabilmente credevano che l’armadietto contenesse gioielli, soldi o qualcosa di molto prezioso – afferma il proprietario derubato –. In realtà dentro c’era la mia collezione di armi, fucili frutto di una eredità di famiglia». Ieri i Carabinieri hanno contattato la vittima dopo aver ritrovato l’armadietto in una carrata. «Lo hanno aperto – prosegue – e dopo essersi accorti che non conteneva beni preziosi se ne sono disfatti». Sulla serie di furti interviene il sindaco Marco Bonucchi: «I Carabinieri stanno facendo tutti gli accertamenti per identificare i colpevoli. Sono fiducioso nell’operato delle forze dell’ordine. Sollecito alla massima attenzione e soprattutto a denunciare ogni situazione anche solo dubbia». Maria Silvia Cabri