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22 mar 2022

L’ex stabilimento Del Monte rivive in un film

San Felice ’capitale’ della frutta fino al 2006: tra fiction e interviste a dipendenti storici, il regista Paolo Galassi rievoca il miracolo industriale

Un momento delle riprese: ricreata la vita in fabbrica con costumi originali
Un momento delle riprese: ricreata la vita in fabbrica con costumi originali
Un momento delle riprese: ricreata la vita in fabbrica con costumi originali

Il conto alla rovescia per la proiezione del docufilm sull’epopea dell’ex stabilimento Del Monte di San Felice (fabbrica di prodotti a base di frutta, tra cui succhi e snack, e conserve) è cominciato. L’ex Fruttabella, dopo la chiusura del 2006, rivivrà con un evento ad hoc sabato 14 maggio. Firmament Pictures è la casa di produzione che si è occupata delle riprese. Paolo Galassi il suo regista.

’Noi che lavoravamo alla Del Monte’, come nasce un docufilm di... archeologia industriale a San Felice?

"Tutto comincia da un’idea di Roberto Gatti, già ideatore della mostra fotografica con Maurizio Braghiroli e Alberto Terrieri, e con il quale in questi anni ho concretizzato svariate collaborazioni. Per quanto riguarda me, Roberto Giusti in veste di direttore della fotografia e il team Firmament Pictures, questo progetto si integra anche in una trilogia di progetti dedicati al territorio, partiti con ’Forza! (Racconti d’anime in alluvione)’ nel 2014".

Un misto di fiction e interviste ai protagonisti-dipendenti della Del Monte in carne e ossa, è così?

"La parte fiction è ridotta al minimo, ci siamo divertiti a realizzarla ed è stato un grande impegno, ma nasce principalmente come necessità, non avevamo a disposizione tanto materiale video di quell’epoca. Abbiamo cercato di rievocare situazioni realistiche della quotidianità negli stabilimenti utilizzando mezzi, costumi e materiali originali. Ho voluto lasciare ampio respiro ai racconti, perché a differenza del libro di Davide Calanca edito da Edizioni Minerva, che racconta in modo ricco ed esaustivo la realtà storico-industriale, il docufilm esplora la parte emotiva e sentimentale delle persone che hanno vissuto quella realtà. Davide racconta l’industria, io l’anima e i ricordi dei tanti che le hanno dato vita".

Il docufilm fa parte di un progetto più ampio?

"Dopo il libro e la mostra fotografica è la chiusura di un ideale cerchio narrativo. Tre dimensioni artistiche, tre visioni che viaggiano su un unico binario, concepite al fine di raccontare una realtà che ha contribuito in modo tangibile allo sviluppo e al benessere di molti paesi della Bassa modenese, in primo luogo San Felice. Un raro esempio, per tanti anni, di grande integrazione sul territorio di una multinazionale estera e grandi investimenti mirati, che apre la porta ad altri spunti di riflessione anche sull’oggi".

Budget?

"È un progetto low-budget, ma low-budget non significa low-quality, anzi. Ognuno di noi ha investito tempo e risorse personali. Una parte importante dei costi è sostenuta da Sanfelice 1893 Banca Popolare".

A che punto sono le riprese? "Siamo in fase di post-produzione. Stiamo pensando di organizzare un ultimo set a breve della parte fiction.

La distribuzione seguita da Cinzia Veronese per Rco Europe e Firmament Pictures sta valutando la presentazione dell’opera in alcuni film festival ed organizzandone l’uscita su piattaforma".

Il 14 maggio a San Felice ci sarà una grande festa.

"Sarà un evento, nella sede della ex sede Del Monte, segnato da grandi emozioni. Il progetto è molto sentito e il coinvolgimento da parte delle persone di San Felice è sorprendente.

Credo di parlare anche a nome degli ideatori, del cast e di tutte le persone che lo hanno realizzato quando dico che questo progetto è realizzato da persone ma composto di pezzi d’anima".

Generoso Verrusio

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