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15 mar 2022

L’hip hop fuori dagli schemi: in teatro sui passi di Merzouki

Il coreografo ’sdogana’ il genere al Comunale con il balletto ’Cartes Blanches’

Un’immagine dello spettacolo
Un’immagine dello spettacolo
Un’immagine dello spettacolo

Käfig in tedesco vuol dire ‘gabbia’. E dalla gabbia (delle convenzioni, delle regole prefissate, dagli stili e anche della tradizione) il coreografo Mourad Merzouki si è liberato già più di 25 anni fa, esplorando il linguaggio dell’hip hop in tutte le sue declinazioni e in tutti i suoi contatti, per esempio con il mondo circense, con le arti marziali e con la danza contemporanea. "Il suo progetto artistico – viene osservato – è aperto sul mondo e sulla pluralità dei linguaggi coreografici. Senza perdere di vista le radici del movimento, le sue origini sociali e geografiche, questo confronto permette di aprire nuovi orizzonti alla danza, con punti di vista inediti". È stato il primo in Europa a dare una struttura drammaturgica e una trama coerente a spettacoli costruiti sulla ‘danza di strada’, e questo l’ha reso un punto di riferimento nel panorama internazionale.

Stasera alle 20.30 il palcoscenico del teatro Comunale Pavarotti Freni sarà tutto per la Compagnie Käfig e per le sue "Cartes Blanches", carte bianche, con cui nel 2016 Merzouki ha celebrato i vent’anni del suo gruppo coreografico. In quell’occasione ha riunito vari danzatori che hanno attraversato la vita della compagnia, e lo spettacolo è concepito come un luogo di amicizia e di complicità ritrovate, "vent’anni di costruzioni, di tappe, di successi, di gesti e di parole". La scenografia è semplice e curiosa: un divano, poltrone, lampadari e tappeti. E in questa cornice quasi ‘classica’, da salotto di famiglia, sulle musiche di Armand Amar, con i costumi di Emilie Carpentier e le luci di Yoann Tivoli, si accende l’energia dei danzatori che ritrovano qui istanti di memoria, testimonianze di un percorso compiuto insieme.

Mourad Merzouki è direttore del Centro coreografico nazionale Créteil e Val de Marne, nella banlieue di Parigi, e in questi anni ha conseguito numerosi riconoscimenti per la sua attività: è commendatore dell’Ordre des Arts e des Lettres, e già tre anni fa il suo nome è entrato nella Larousse, l’enciclopedia francese. Con lui l’hip hop ha saputo davvero... attraversare la strada.

Stefano Marchetti

© Riproduzione riservata

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