Una sala operatoria (foto di repertorio)
Una sala operatoria (foto di repertorio)

Modena, 5 dicembre 2018 - «Le attese sono dovute alle riconosciute eccellenze professionali del nostro ospedale. E si riferiscono a operazioni non urgenti. Il 94% degli interventi oncologici viene svolto entro 30 giorni».
Così l’azienda ospedaliero universitaria di Modena risponde alle accuse di Forza Italia. Ieri su queste pagine il capogruppo azzurro in Regione Andrea Galli ha parlato di «tempi d’attesa per un’operazione intollerabili. Siamo i peggiori in Regione, serve una svolta», ha detto.

Il dato di partenza è questo: in totale sono più di 10mila le persone che aspettano di essere operate al Policlinico. Qualcuno attende addirittura dal 2010, ben otto anni ‘in fila’. La struttura di via Del Pozzo, però, ha replicato dicendo che la lettura dei dati va fatta in modo più attento. Ecco come. «Ci sono due aspetti fondamentali – spiegano dall’ospedale – Il primo è che il dato delle attese si riferisce a tutte le tipologie di patologie, senza distinzione, mentre a tutti è chiaro che negli ospedali si deve assicurare prioritariamente la risposta in tempi adeguati a tutte le patologie urgenti, oncologiche e di alta complessità. Il secondo aspetto da considerare, è che tutti gli ospedali di terzo livello, come gli ospedali di Modena, sede di eccellenze dal punto di vista clinico, hanno la capacità di attrarre un numero elevato di pazienti, sia a livello intraregionale sia extraregionale, anche per le patologie meno complesse: questo fatto contribuisce ad aumentare le liste di attesa. Diversi pazienti, infatti, con patologie di bassa complessità, decidono di rivolgersi agli ospedali modenesi pur informati della lunga attesa e della possibilità di rivolgersi ad altre strutture della rete ospedaliera provinciale e regionale». Per dare un’idea dell’attrattività di queste strutture, ecco le percentuali di pazienti non modenesi trattati, quest’anno: in chirurgia della mano sono il 66%, in otorinolaringoiatria il 52%, in ortopedia il 30 e in urologia il 20. 

Il Policlinico prosegue sottolineando che, grazie alle azioni messe in campo negli ultimi due anni per ridurre le attese, sono stati conseguiti «importanti risultati»: il 94% dei pazienti affetti da tumore, ad esempio, viene operato entro 30 giorni (+28% rispetto al 2017). Il dato è superiore all’obiettivo regionale, fissato al 90%. Da segnalare, poi, che il 91% degli interventi di protesi all’anca, viene eseguito entro 180 dall’inserimento in lista (+25% rispetto 2017), in linea con l’obiettivo regionale (90%). «Inoltre – continua l’azienda ospedaliero universitaria – si è focalizzato l’impegno prioritariamente su alcuni interventi, secondo le indicazioni regionali, tra cui anche interventi di bassa complessità e di alta incidenza, contribuendo alla diminuzione nel 2018 del volume dei pazienti in attesa per questi interventi dell’84%».

Anche l’Ausl ha risposto difendendo l’operato degli altri ospedali del territorio. «I dati oggettivi e verificabili delle nostre performance sono gli interventi erogati per il 98% dei pazienti entro i tempi previsti dalle normative regionali per ogni classe di priorità (30, 60, 180 o 360 giorni) e le liste d’attesa brevi e costantemente controllate. Grazie ad uno specifico progetto di riorganizzazione dell’intero sistema delle chirurgie generale e specialistiche, tra il 2017 e il 2018 l’Ausl – spiega l’azienda – ha ottenuto un miglioramento del 30% sui risultati ottenuti. Parlano i numeri: nel primo semestre 2015 veniva eseguito nei tempi il 54% degli interventi; a gennaio 2018 era nei tempi l’82%, e a novembre 2018 il 98% degli interventi è stato eseguito entro i tempi previsti per ciascuna classe di priorità. A titolo di esempio, per tutti i 266 pazienti in lista per urologia su Carpi è garantito e verificabile l’intervento entro i tempi previsti per classe di priorità. Non ci sono pazienti in lista Ausl che siano stati inseriti prima del 2017. Per alcuni è prevedibile una attesa di poco superiore ai tempi stabiliti solo in ragione della complessità di ciascuna singola situazione clinica. L’Ausl di Modena ha raggiunto dunque l’obiettivo richiesto dalla Regione Emilia Romagna di operare il 90% dei pazienti inseriti prima del 1 gennaio 2018: grazie a un progetto specifico finalizzato all’esaurimento delle liste entro fine anno, il 95% di essi – chiude l’azienda – è già stato operato».