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6 mag 2022

Lite per il bar, una condanna

Gli avevano affidato le pratiche dell’attività, "con una situazione compromessa, per cercare di risolverla", di fatto mettendo nelle sue mani l’intera gestione. Poco tempo dopo, però, i titolari di un bar di Maranello ed il professionista incaricato di seguire l’attività avevano inziato a discutere sempre più animatamente per la difficile gestione della stessa.

Successivamente i titolari, madre e figlio, avevano denunciato l’uomo per minacce, tentata estorsione e lesioni. Nei giorni scorsi l’imputato è stato condannato ad una pena di sei mesi per il reato di sostituzione di persona ma assolto dalle altre accuse.

I fatti risalgono al 2018, quando tra i tre, ovvero madre e figlio e consulente, esplode la lite. Al centro della discussione il fatto che i due titolari del bar ritenessero l’indagato responsabile del tracollo della loro attività, che risultava però già ‘compromessa’.

Successivamente, madre e figlio lo avevano querelato per appropriazione indebita dei documenti e, qualche tempo dopo, anche per estorsione, minacce, lesioni.

Intervenne poi la Finanza che diede il via agli accertamenti.

Alla fine l’imputato, difeso dall’avvocato Edoardo Salsi, è stato condannato a sei mesi, pena sospesa e benefici di legge, per il reato di sostituzione di persona ma assolto dalle accuse di violenza privata, estorsione, lesioni personali e appropriazione indebita.

Madre e figlio lo avevano accusato di averli aggrediti fisicamente e di aver tentato di rubargli l’attività.

"Faremo Appello poiché riteniamo di essere innocenti anche rispetto al reato di sostituzione di persona" commenta il legale difensore.

Valentina Reggiani

© Riproduzione riservata

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