VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Lo strazio dei genitori: "Sapeva nuotare benissimo, dev’essere capitato qualcosa"

Morto nel laghetto dopo un tuffo, il padre non riesce a spiegarsi l’accaduto: "Ha ricevuto telefonate strane, voglio sapere". L’amico fraterno: "Era amato da tutti, organizzavamo feste insieme quando viveva in Tunisia"

Lo strazio dei genitori  "Sapeva nuotare benissimo  Dev’essere capitato qualcosa"
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’Una nuova vita’ scriveva sui social dopo il recente trasferimento in Germania, dove era rimasto per un mese o più per lavorare insieme ad uno zio. Decine di scatti felici, in compagnia degli amici ma anche fotografie in cui si ritraeva elegante, in riva al mare o in qualche locale in atteggiamento ‘riflessivo’. Mohamed Saleh Ben Ayed, il 25enne di origine tunisina, residente a Rubiera la cui vita si è spezzata ieri nelle acque dei laghetti Curiel, aveva una grande passione per lo sport, per i viaggi ma era anche particolarmente curioso tanto che cercava di sempre di vivere nuove emozioni, trovare nuovi stimoli.

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Secondo il padre Mohamed con il gruppo con cui era uscito mercoledì sera e che avrebbe assistito alla sua scomparsa nel laghetto non sarebbe andato poi così d’accordo.

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"È una mia idea – ha affermato l’uomo ieri prima che i sommozzatori recuperassero la salma del figlio – ma qualcosa di strano è successo. Mio figlio è tornato a casa all’una di notte mercoledì e si è messo al telefono. Parlava ad alta voce e mia moglie gli ha chiesto di spostarsi per non svegliarmi. Lui – continua – è uscito fuori, per continuare a parlare al telefono e poi se ne è andato. Mia moglie lo ha chiamato tanto stamattina (ieri, ndr) ma il telefono si spegneva sempre".

L’uomo temeva che qualcuno si fosse appropriato del telefonino, ma pare invece che il cellulare della vittima sia stato poi recuperato dai militari sul posto. "Ho paura che sia successo qualcosa – ha sottolineato l’uomo – mio figlio sapeva nuotare benissimo, aveva anche appena fatto un viaggio in Tunisia. Amava il mare, non capisco cosa sia venuto a fare in questi laghetti".

Il papà del 25enne lavora per un’acciaieria del reggiano da oltre vent’anni. Da sempre la famiglia vive a Rubiera ma Mohamed lavorava in un laboratorio di pasticceria di Castellarano.

"Era a casa dal lavoro perché due giorni fa ha litigato con la titolare e se ne era andato – ha spiegato poi –, diciamo che non voleva essere ‘comandato’ perché sosteneva di saper fare bene il proprio lavoro. Non conosco i ragazzi con cui è uscito ma so che non ci andava tanto d’accordo – ha affermato sconvolto – Dov’è stato tutta la notte? Cosa hanno fatto?" "Era arrivato qua sette anni fa dalla Tunisia – ha raccontato ieri un giovane amico di famiglia, arrivato sul posto insieme ad altri ragazzi di Rubiera – uscivamo insieme ogni tanto ma Mohamed era spesso in giro. Non riesco a capire come sia potuto succedere".

Ieri tantissimi amici del 25enne hanno postato messaggi di cordoglio sui social. "Era amato da tutti – afferma Aziiz, amico fraterno – aiutava tutti quelli che avevano bisogno di lui. Era molto popolare, soprattutto a Sfax, la città della Tunisia in cui siamo cresciuti. Lavoravamo insieme alle feste e lui aveva tanti amici. Era molto popolare anche nel mondo degli artisti".

Cordoglio anche dal sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro: "La vita di un giovane rubierese spezzata ai laghetti di Campogalliano. La mia solidarietà ai familiari di Mohammed Salah Ben Ayed. Sperando, anche per loro, che nelle prossime ore si chiarisca cos’è successo".