L’opera alla Casa Museo Pavarotti In scena gli ’esordi’ di Mozart

Questa sera gli allievi del conservatorio ’Vecchi Tonelli’ eseguiranno ’Bastiano e Bastiana’

L’opera alla Casa Museo Pavarotti  In scena gli ’esordi’ di Mozart

L’opera alla Casa Museo Pavarotti In scena gli ’esordi’ di Mozart

di Stefano Marchetti

Quando compose "Bastiano e Bastiana" nel 1768, Wolfgang Amadeus Mozart aveva appena 12 anni, eppure il suo genio era già fiorito da tempo: con il padre Leopold e la famiglia aveva già viaggiato per l’Europa, da Monaco a Bruxelles, da Parigi ad Amsterdam o Zurigo, suonando nelle corti e nelle chiese. Nel 1770 sarebbe arrivato anche a Bologna, per iscriversi all’Accademia Filarmonica. "Bastiano e Bastiana" è il primo ‘singspiel’ di Mozart, la sua prima opera, seppure in miniatura, con parti recitate, arie e duetti: la storia di due pastorelli litigiosi che avranno bisogno della magia di un ciarlatano per riconciliarsi, su un tappeto di musica brillante e spensierata. In questo lavoro molti già vedono il ‘seme’ di alcuni capolavori come "Il flauto magico" o "Le Nozze di Figaro".

Di certo, "Bastiano e Bastiana" porta in sé tutta la freschezza di un compositore giovanissimo e sarà bello ascoltarla questa sera alle 21, eseguita proprio da giovanissimi: l’opera, infatti, verrà proposta in lingua italiana nel parco della Casa museo Luciano Pavarotti (con ingresso gratuito) dagli allievi del Conservatorio ‘Vecchi Tonelli’ di Modena e Carpi, un’orchestra di 25 elementi affidata al professor Daniele Bisi, con le voci soliste di Margherita Monelli (Bastiana), Paolo Delai (Bastiano), Giovanni Baraldi (il mago Colas) e la regia di Marina Meinero. Fra gli orchestrali, sono diversi i ragazzi e le ragazzi dei corsi di base, i percorsi preparatori all’alta formazione musicale: i solisti Margherita Monelli e Giovanni Baraldi frequentano il primo anno del triennio di canto con la guida della professoressa Katja Litting, con cui ha studiato anche Paolo Delai.

Questa produzione fa parte di un progetto didattico triennale che il conservatorio ha avviato e proseguirà con la realizzazione del "Flauto Magico" il 22 ottobre nella chiesa di San Carlo. "Nel portare in scena ‘Bastiano e Bastiana’, ho scelto di metterla proprio sotto questa luce anticipatrice, non solo degli elementi del tardo stile mozartiano, ma anche della successiva opera romantica tedesca – spiega Daniele Bisi –. Lavorare su quest’opera è stato come scavare all’interno del mondo di Mozart, e per molti giovani e giovanissimi dell’orchestra era la prima vera esperienza. Poterla eseguire alla Casa museo di Luciano Pavarotti è il coronamento più bello di tutto il cammino che abbiamo fatto insieme".