L’ultimo saluto a Sergio Pettenati: "Portare avanti il suo esempio"

Carpi, folla nella cattedrale per il funerale dell’imprenditore e fondatore del gruppo scout in città.

L’ultimo saluto a Sergio Pettenati: "Portare avanti il suo esempio"

L’ultimo saluto a Sergio Pettenati: "Portare avanti il suo esempio"

C’era tutto il suo ‘mondo’ ieri in Cattedrale a rendergli l’ultimo saluto per le esequie funebri: la sua amata moglie Enrica, i figli, i nipoti, i parenti, gli scout, i ‘fratelli’ della comunità neocatecumenale, i dipendenti della Centauro. Sergio Pettenati, scomparso lunedì a 80 anni, lascia a coloro che lo amano una grande eredità di amore per il prossimo e per il Signore. Don Massimo Dotti, che ha concelebrato con monsignor Gildo Manicardi, don Antonio Dotti, don Andrea Zuarri e don Tinu Jacob Thommassery, nell’omelia ha ricordato Sergio come "uomo di grande speranza ma al tempo stesso di grande certezza, capace di un amore ‘esigente’ ma sempre accogliente e tollerante verso i fratelli". Alternandosi sull’altare, i figli e i nipoti hanno tratteggiato l’immagine di un padre e di un nonno "saggio, ironico, disponibile e al tempo stesso riservato", con il quale "era bello raccontarsi reciprocamente mentre facevamo i giri in macchina", ha ricordato un nipote, esprimendo quello che sarebbe ora il suo desiderio: andare a prendere un ultimo gelato con il nonno. Quattro gli oggetti simbolici posti sulla bara: i tre fazzolettoni degli Scout (che aveva contribuito a fondare nel Duomo, nel 1956, sotto la guida di don Nino Levratti) e del Masci; il suo cappello d’alpino, il suo breviario che usava per i momenti di preghiera in famiglia e una palma, come simbolo del Signore. L’ultimo intervento, il più difficile, è stato quello della moglie Enrica: "Spesso, girando per casa, mi diceva: ‘Il Signore ci vuole bene’. Ora tocca a me fare riecheggiare nelle stanze queste sue parole.

m.s.c.