Macella ovini senza permesso. Allevatore condannato

Padre e figlio marocchini a Concordia condannati per ricettazione di ovini rubati, ma con esito diverso: assoluzione per il padre e due anni di reclusione per il figlio. Provvisionale di 3.500 euro per la parte civile. Sentenza emessa dopo il furto avvenuto nel gennaio 2021.

Macella ovini senza permesso. Allevatore  condannato

Macella ovini senza permesso. Allevatore condannato

Non è chiaro se abbiano rubato loro quei cento ovini, per lo più agnellini dalle stalle o se qualcun altro avesse agito su commissione. Fatto sta che proprio nel loro podere agricolo erano stati trovati gli animali risultati rubati e che avevano iniziato a macellare illegalmente. A processo erano finiti padre e figlio di origine marocchina, residenti a Concordia. Il pm, nel corso dell’udienza aveva chiesto per entrambi due anni di carcere per ricettazione e seicento euro di multa. La sentenza è arrivata nei giorni scorsi: assoluzione per il padre e condanna per il figlio a due anni di reclusione ed a 600 euro di multa con sospensione condizionale della pena. E’ stata poi disposta dal giudice una provvisionale di 3.500 nei confronti della parte civile, un marocchino residente dal mantovano e assistito dall’avvocato Luca Faccin del foro di Mantova. L’uomo, unitamente ai familiari aveva presentato subito denuncia dopo che, nella notte del 16 gennaio del 2021, dalla sua stalla erano sparite decine di ovini. "Leggeremo la motivazione per comprendere le ragioni dell’assoluzione di uno dei due imputati – afferma l’avvocato Faccin – la liquidazione del danno è molto lontana da quello patito dalla parte civile". I fatti risalgono al gennaio del 2021, appunto, quando i carabinieri di Finale Emilia erano intervenuti in una stalla di Concordia. I militari avevano notato una stalla con all’interno scarti di macellazione ma anche strumenti utilizzati per sezionare gli animali e una seconda stalla, dove erano spuntati circa 100 ovini, quasi tutti agnellini e qualche bovino. Padre e figlio, proprietario della stalla non avevano saputo giustificare la provenienza degli animali.

Valentina Reggiani