Massimiliano Zanasi, 43 anni, è al numero 24 del ranking italiano
Massimiliano Zanasi, 43 anni, è al numero 24 del ranking italiano

Modena, 29 febbraio 2020 - Quinto all’evento internazionale di Praga a dicembre, soprattutto primo classificato all’evento del World Poker Tour del Kings Casinò di Rozvadov, sempre in Repubblica Ceca, pochi giorni fa. Unendo anche il montepremi del torneo delle World Series of Poker di ottobre sempre in Repubblica Ceca, dove è arrivato decimo, fanno oltre 210mila euro guadagnati negli ultimi cinque mesi. Cifra ragguardevole, che gli è valsa l’ingresso nella top 30 italiana, precisamente al numero 24 del ranking, e una finestra tra i primi 500 d’Europa. Insomma Massimiliano Zanasi, 43 anni di Modena, si gode il suo momento di gloria internazionale, ma nonostante le cospicue vincite recenti fa intendere che non si possa vivere di solo poker: "Per quasi nessuno di noi parliamo di ‘carriera’. I pokeristi di professione sono pochi, in Italia ne conosco due o tre: anche perché è molto dispendioso essere sempre in giro per tornei, e non sempre si vince".

La storia di Zanasi inizia più di dieci anni fa: "Ho cominciato nel 2008 perché vedevamo il poker in televisione, facendo alcuni tornei in circoli privati. Ai primi tornei nazionali, cui bastava versare l’iscrizione, ho iniziato a partecipare alle 2010 e al mio primo torneo in assoluto a Sanremo sono arrivato al nono posto su 400". Un bel trampolino di lancio, nel momento d’oro del poker a livello mediatico: "Sì una volta c’era il canale 224 di Sky interamente dedicato al poker e anche Italia 1 trasmetteva tornei. È vero che in tanti lo seguivano e hanno iniziato a giocare per quello, e che oggi c’è meno presenza televisiva. Le grandi manifestazioni nazionali e internazionali però sono ancora sempre piene, con prize money notevoli".

Montepremi che Massimiliano Zanasi sa come andare a vincere, evidentemente: negli ultimi 6 anni un primo, due secondi e un quarto posto gli hanno garantito una costante ascesa, culminata negli attuali 975 punti nel ranking, a soli 350 dalla top ten italiana. "A poker non si nasce ‘forti’ – spiega – lo si diventa giocando in modo da far diventare la fortuna qualcosa che capita ma che non decide tutto. Tant’é vero che difficilmente i giocatori di poker vanno poi a giocare alla roulette o a black jack, dove è davvero e solo azzardo puro. Per tante dinamiche è un gioco che rappresenta quasi una metafora di vita se lo pratichi dal vivo, io ad esempio non gioco on line. Voglio godermi lo spaccato di vita che è il poker live".