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10 gen 2020

Medaglia al padre di Vasco Via libera per la consegna

La cerimonia potrebbe avere luogo a Zocca, la vedova riceverà l’onorificenza La data forse il 27 gennaio. Carlo Rossi disse di no ai nazisti

Giovanni Carlo Rossi con il figlioletto Vasco

E’ stata accolta la concessione della Medaglia d’Onore per il papà di Vasco Rossi, internato militare nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, deceduto nel 1979. La medaglia con inciso il nominativo di Giovanni Carlo Rossi giungerà nei prossimi giorni alla Prefettura di Modena che ne programmerà la consegna che non è escluso possa avvenire il 27 gennaio prossimo, giorno della Memoria. Se il Prefetto acconsentirà alla richiesta della famiglia, la cerimonia potrebbe svolgersi presso il Municipio di Zocca. A Zocca vive Novella Corsi, madre del rocker, che qualche mese fa aveva firmato l’istanza per l’onorificenza. Le pratiche burocratiche sono state curate dall’associazione «Un ricordo per la pace» con sede ad Aprilia, in collaborazione con il Comune di Zocca. Giovanni Carlo Rossi era tra i 650.000 soldati italiani che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 dissero ‘No’ al nazismo e pagarono sulla propria pelle la fedeltà alla Patria. Con legge n. 296 del 27 dicembre 2006 la Repubblica Italiana ha previsto per gli ex deportati (ormai rarissimi i viventi) e alla loro memoria la concessione della Medaglia d’Onore a titolo di risarcimento morale. Catturati dai tedeschi sui vari fronti furono deportati nei campi di concentramento in Germania e obbligati al lavoro coatto. Migliaia di IMI (Internati Militari Italiani) morirono nei lager e migliaia al rientro in Italia per le gravi malattie contratte in prigionia. Era stato Vasco a raccontare sui social la storia del padre catturato dai tedeschi all’isola d’Elba il 17 settembre 1943 e deportato a Dortmund, costretto a lavorare per la Germania nazista. Riuscì a ricongiungersi con i famigliari solo nell’ottobre 1945. Vasco fu il nome scelto dal padre «Carlino» per l’unico figlio in segno di gratitudine per il compagno di prigionia che gli aveva salvato la vita in Germania durante «il bombardamento finale». Una storia che non ...

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