Giovanni Carlo Rossi con il figlioletto Vasco
E’ stata accolta la concessione della Medaglia d’Onore per il papà di Vasco Rossi, internato militare nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, deceduto nel 1979. La medaglia con inciso il nominativo di Giovanni Carlo Rossi giungerà nei prossimi giorni alla Prefettura di Modena che ne programmerà la consegna che non è escluso possa avvenire il 27 gennaio prossimo, giorno della Memoria. Se il Prefetto acconsentirà alla richiesta della famiglia, la cerimonia potrebbe svolgersi presso il Municipio di Zocca. A Zocca vive Novella Corsi, madre del...

E’ stata accolta la concessione della Medaglia d’Onore per il papà di Vasco Rossi, internato militare nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, deceduto nel 1979. La medaglia con inciso il nominativo di Giovanni Carlo Rossi giungerà nei prossimi giorni alla Prefettura di Modena che ne programmerà la consegna che non è escluso possa avvenire il 27 gennaio prossimo, giorno della Memoria. Se il Prefetto acconsentirà alla richiesta della famiglia, la cerimonia potrebbe svolgersi presso il Municipio di Zocca. A Zocca vive Novella Corsi, madre del rocker, che qualche mese fa aveva firmato l’istanza per l’onorificenza. Le pratiche burocratiche sono state curate dall’associazione «Un ricordo per la pace» con sede ad Aprilia, in collaborazione con il Comune di Zocca. Giovanni Carlo Rossi era tra i 650.000 soldati italiani che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 dissero ‘No’ al nazismo e pagarono sulla propria pelle la fedeltà alla Patria. Con legge n. 296 del 27 dicembre 2006 la Repubblica Italiana ha previsto per gli ex deportati (ormai rarissimi i viventi) e alla loro memoria la concessione della Medaglia d’Onore a titolo di risarcimento morale. Catturati dai tedeschi sui vari fronti furono deportati nei campi di concentramento in Germania e obbligati al lavoro coatto. Migliaia di IMI (Internati Militari Italiani) morirono nei lager e migliaia al rientro in Italia per le gravi malattie contratte in prigionia. Era stato Vasco a raccontare sui social la storia del padre catturato dai tedeschi all’isola d’Elba il 17 settembre 1943 e deportato a Dortmund, costretto a lavorare per la Germania nazista. Riuscì a ricongiungersi con i famigliari solo nell’ottobre 1945. Vasco fu il nome scelto dal padre «Carlino» per l’unico figlio in segno di gratitudine per il compagno di prigionia che gli aveva salvato la vita in Germania durante «il bombardamento finale». Una storia che non è sfuggita all’Associazione «Un ricordo per la pace». A luglio 2019, Elisa Bonacini, presidente del sodalizio, scrisse una lettera pubblica a Vasco per invitarlo a richiedere la medaglia in memoria del padre. Pubblicata dal nostro giornale, Vasco recepì positivamente il messaggio. «Una storia quella del padre di Vasco che non potevamo ignorare - commenta Elisa Bonacini -. Stiamo svolgendo altre ricerche sul percorso militare e di prigionia di Giovanni Carlo Rossi, in particolare stiamo cercando di identificare il militare di nome «Vasco» che gli salvò la vita in Germania». E lancia un altro invito a Vasco: «Spero di poter incontrare presto Vasco nella sua Zocca o magari all’inaugurazione del «Museo per la pace». È nostra intenzione riservare una sezione della mostra agli Internati Militari Italiani. Se Vasco acconsentirà, saremmo felici di poterla intitolare al padre in rappresentanza di tutti gli IMI 1943-1945».

Walter Bellisi