di Vincenzo Malara Regole più semplici, sburocratizzazione e un accesso al credito più agevole per sostenere le realtà messe in ginocchio dall’emergenza sanitaria. Tommaso Leone, presidente di Confcommercio Modena, è il nuovo coordinatore del Tri, il Tavolo regionale dell’imprenditoria, che rappresenta il 77% delle imprese attive (400mila) con oltre 1,8 milioni di addetti. Fresco di nomina, mette in fila le priorità del suo mandato, partendo dall’analisi della situazione modenese. Leone, qual è l’attuale stato di salute del tessuto economico locale? "C’è stato un crollo di fatturati per commercio non...

di Vincenzo Malara

Regole più semplici, sburocratizzazione e un accesso al credito più agevole per sostenere le realtà messe in ginocchio dall’emergenza sanitaria. Tommaso Leone, presidente di Confcommercio Modena, è il nuovo coordinatore del Tri, il Tavolo regionale dell’imprenditoria, che rappresenta il 77% delle imprese attive (400mila) con oltre 1,8 milioni di addetti. Fresco di nomina, mette in fila le priorità del suo mandato, partendo dall’analisi della situazione modenese.

Leone, qual è l’attuale stato di salute del tessuto economico locale?

"C’è stato un crollo di fatturati per commercio non alimentare, ristorazione e soprattutto per il comparto del turismo: i pubblici esercizi registrano perdite medie del 40%, nelle nostre città le presenze alberghiere sono calate di oltre l’80%, con effetti pesanti sulla sostenibilità economica delle aziende. Le cose non vanno benissimo per il commercio, penalizzato da una generale situazione di incertezza che ha ingessato i consumi privilegiando il risparmio privato: l’auspicio è che per il comparto moda, messo in ginocchio dal lockdown, arrivi almeno una boccata d’ossigeno dai saldi".

Cosa possono fare gli ‘altri’ attori in gioco per aiutare le imprese?

"Le aziende, va detto chiaramente, sono ancora in piedi grazie al coraggio degli imprenditori che si stanno mettendo in gioco anche in condizioni di grande difficoltà, ma serve, anche sul piano locale, che tutti gli attori – Comuni, Provincia, Camera di commercio, fondazioni, banche, associazioni datoriali e sindacati – facciano sistema per sostenere l’economia, l’impresa, il lavoro in un momento drammatico. Esprimo apprezzamento per i 4 milioni che la Camera di Commercio ha messo in campo e mi auguro che il sistema degli enti locali, eccezion fatta per pochi Comuni, prenda definitivamente coscienza della necessità di impiegare ogni sforzo e risorsa di bilancio disponibile per alleggerire le imprese da tasse, tariffe e burocrazia".

Quali saranno le linee guida del Tavolo regionale che rappresenta?

"Obiettivo di questo mandato è quello di fare sempre più del Tri uno strumento di efficace e produttivo confronto tra le associazioni e con le Istituzioni regionali, in netta controtendenza rispetto a quanto va in scena in lungo ed in largo nel nostro Paese e anche nei nostri territori".

Di che sostegno parliamo nel concreto?

"In un quadro caratterizzato da crollo di consumi e Pil, il Tri è il luogo privilegiato per adottare strategie di sostegno pubblico al settore produttivo focalizzate su indennizzi robusti da riconoscere in misura proporzionale alle perdite subite ed accompagnate da congrue moratorie fiscali ed efficaci meccanismi di accesso al credito. Occorre puntare su una reale fruibilità dei finanziamenti comunitari da parte delle micro piccole medie imprese attraverso una semplificazione di regole e procedure (dalla stesura dei bandi fino all’attività di rendicontazione) e la creazione di strumenti su misura che facilitino, tra le altre, l’accesso al credito senza perdere di vista l’obiettivo comune di efficientamento del sistema sanitario regionale".