di Valentina Reggiani «Mi hanno insegnato a non avere paura, a guardare avanti a testa alta ma sinceramente ora temo non solo per la mia incolumità ma anche per quella della mia bambina. La violenza non è mai una risposta». Così Beatrice De Maio, consigliere leghista e figlia del fondatore del circolo della Terra dei Padri commenta i diversi atti vandalici - dal sapore intimidatorio - di cui è rimasta recentemente vittima. Ingnoti, infatti, come confermato poi dal gommista, le hanno forato a colpi di cutter il...

di Valentina Reggiani

«Mi hanno insegnato a non avere paura, a guardare avanti a testa alta ma sinceramente ora temo non solo per la mia incolumità ma anche per quella della mia bambina. La violenza non è mai una risposta». Così Beatrice De Maio, consigliere leghista e figlia del fondatore del circolo della Terra dei Padri commenta i diversi atti vandalici - dal sapore intimidatorio - di cui è rimasta recentemente vittima. Ingnoti, infatti, come confermato poi dal gommista, le hanno forato a colpi di cutter il copertone dell’auto parcheggiata davanti a casa, a Montale. Qualche tempo fa, invece, altri malviventi le avevano mandato in frantumi il finestrino mentre il mezzo era parcheggiato davanti al circolo, in Nicolò Biondo. Le schegge avevano invaso il seggiolino della figlioletta, di appena cinque anni. E così era accaduto anche all’auto di Fabio De Maio, il padre. «In più occasioni la guidavo io e chi ha agito, ha sempre mandato in frantumi il finestrino dalla parte del seggiolone della bimba, tanto che ne abbiamo cambiati due essendo invasi dai vetri. «Dopo che mi hanno tagliato la gomma ho deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Non avevo timore fino a che gli episodi non sono aumentati; arrivando a colpire pure sotto casa mia. Infatti l’atto vandalico arriva a pochi giorni dalle minacce ricevute sui social network, dove mi augurano di essere uccisa col gas. C’è un clima di odio e intolleranza che rischia di diventare esplosivo, pericoloso». L’infelice commento postato sulla pagina facebook della consigliera leghista è legato alla decisione di De Maio e di altri tre di non alzarsi in piedi mentre i colleghi rendevano omaggio alla senatrice a vita Liliana Segre. «Abbiamo spiegato il motivo che ci ha spinto a non alzarci – commenta la politica – poichè riteniamo che la sinistra abbia strumentalizzato il percorso di sofferenza della Segre. Ma da qui ad augurarci la morte ce ne corre...». Beatrice De Maio riflette poi sulla giornata di domani, in cui a Modena è previsto l’arrivo di Salvini. «Ho preso parte all’ultimo comizio e poco dopo ho trovato l’auto devastata. Mi chiedo cosa potrebbe accadermi questa volta: mi guarderò le spalle ma non potrò andare da sola domani, ho paura di quello che potrebbe accadermi. Non voglio fare la vittima, di queste minacce non ho parlato con nessuno ma ho una bimba piccola e la sera, spesso, esco dal consiglio comunale dopo le 22. Come posso girare tranquilla? Ho capito che il mio cognome per alcuni rappresenta un problema: questo però è inaccettabile. Fino a che punto si spingeranno ora? E’ quello che mi chiedo ogni giorno».