Una pec al Comune in cui annuncia l’imminente chiusura della Casa Famiglia ‘La Favola Mia’. La titolare, Giulia Galavotti, getta la spugna dopo anni di polemiche della popolazione nei confronti della «cattiva gestione» della struttura di accoglienza per minori disagiati, dove gli ospiti «sono...

Una pec al Comune in cui annuncia l’imminente chiusura della Casa Famiglia ‘La Favola Mia’. La titolare, Giulia Galavotti, getta la spugna dopo anni di polemiche della popolazione nei confronti della «cattiva gestione» della struttura di accoglienza per minori disagiati, dove gli ospiti «sono lasciati in balia di loro stessi». Come è accaduto più di una volta e anche poche settimane fa quando in quattro sono scappati di notte dalla struttura per compiere una rapina a Mirandola. A dare notizia della chiusura è il sindaco Alberto Calciolari che per anni, in veste di funzionario regionale, si è anche occupato di tutela minori. In procinto di chiusura è anche la casa di accoglienza per minori di sesso femminile, «gestita in modo esemplare da una coppia di coniugi, che tuttavia hanno deciso di interrompere l’attività» fa sapere ancora Calciolari. A Medolla resta in funzione solo ‘L’Isola che non c’è’. Dopo una serie di colloqui con Galavotti, nei quali il sindaco ha richiesto una metodologia mirata al recupero degli ospiti e un forte approccio educativo, «perché i diritti dei ragazzi vanno salvaguardati», ‘La Favola Mia’ sceglie la chiusura. «Da quando ci siamo insediati – dice Calciolari – ci siamo subito occupati del ‘dossier Minori’ e delle Case Famiglia, ‘La Favola Mia’ e ‘L’Isola che non c’è’. Abbiamo lavorato in silenzio, sotto traccia, in quanto il clamore, generato dai comportamenti degli ospiti, c’era già. La Commissione ha sempre fatto controlli periodici nelle strutture».

v.bru.