Mirandola (Modena), 22 maggio 2019 - Il sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni, in visita nella sede della polizia municipale di Mirandola  dopo il rogo che ha causato due vittime (un'anziana e la sua badante). "E' un fatto gravissimo, il primo pensiero di cordoglio va alle vittime e alle amministrazioni locali. Lo Stato deve fare la sua parte, esprimo la vicinanza a tutta la comunità di Mirandola - Serve giustizia". L'accusato era già stato colpito da un decreto di espulsione. "Aveva decine di alias e numerosi precedenti - ha aggiunto il sottosegretario. La priorità verso questi soggetti è evidente e lo stiamo dimostrando: chi non ha diritto di stare nel nostro paese deve essere allontanato".  Molteni è accompagnato dal prefetto di Modena, Patrizia Paba, dal sindaco Maino Benatti e dal comandante dei vigili di Mirandola. In Prefettura a Modena è previsto poi un incontro con prefetto, questore, comandanti provinciali dei carabinieri, della guardia di finanza e dei vigili del fuoco, sindaco e presidente della provincia di Modena, e anche con i comandanti della polizia municipale e provinciale di Modena.

Intanto, domani alle 20.30 all'Hangar di via Brunatti è atteso il ministro della Famiglia Fontana per un incontro pubblico, segnalano gli organizzatori, sul tema "famiglia, identità e Europa".

image

I feriti

Migliorano le condizioni dei feriti. Si è svegliato questa mattina, dopo che è stata tolta la sedazione, il paziente ricoverato all'ospedale di Ravenna. La sua prognosi rimane riservata. È il caso più grave tra i feriti. Rimane ricoverata, informa l'Ausl di Modena, anche la seconda paziente grave, trasportata ieri all'ospedale di Vaio a Fidenza, ma le sue condizioni migliorano: anche lei si è svegliata e respira autonomamente. Sono programmati nuovi trattamenti in camera iperbarica per oggi e domani.
Hanno trascorso la notte in osservazione al Santa Maria Bianca di Mirandola i due pazienti dimessi da Fidenza ieri pomeriggio (tra cui un minore accompagnato dalla madre, anche lei coinvolta nell'incendio). In mattinata sono stati dimessi i tre minori ricoverati a Carpi.

Leggi anche Il clandestino aveva già colpito

image

​Il clandestino arrestato

La Procura di Modena ha chiesto la convalida con custodia cautelare in carcere per il 18enne arrestato. Intanto le indagini dei carabinieri proseguono, per ripercorrere da un lato i movimenti del marocchino arrivato nella serata di lunedì nel paese della provincia di Modena, dall'altro i precedenti del giovane che nei controlli a cui è stato sottoposto in passato ha dato diversi alias. Tra i suoi precedenti ce n'è anche uno per danneggiamento a una caserma dei carabinieri di Roma: sottoposto a un controllo ha fatto resistenza e ha rotto oggetti all'interno degli uffici dell'Arma. 

La procedura per l'allontanamento dal territorio nazionale del 18enne ha preso le mosse il 14 maggio scorso. Quando, all’esito di un controllo alla stazione Termini di Roma, il ragazzo ha dichiarato di essere un algerino ventenne; l’Ufficio Immigrazione romano, gli aveva dunque notificato una “intimazione a lasciare il territorio nazionale”.

Nel frattempo, essendo trascorsi inutilmente i sette giorni durante i quali avrebbe dovuto lasciare l’Italia, il 20 maggio 2019 è stato emesso l’ordine di espulsione. La più recente traccia dei suoi movimenti si registra poco dopo la mezzanotte di ieri, quando, notato lungo una strada di Camposanto (Modena) da un marocchino regolare in Italia, è stato accompagnato alla sede della Croce
Blu, e poi accompagnato, in stato di ipotermia, al Pronto Soccorso di Mirandola ove si è dichiarato un marocchino minorenne; da lì però si è subito allontanato.
Ieri pomeriggio, in sede di interrogatorio presso la Procura di Modena, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

COMMENTO Le espulsioni impossibili di Beppe Boni

La sede dei vigili devastata (Fotofiocchi)

LEGGI ANCHE Salvini: "Altro che porti aperti"

Gli sfollati

Delle 21 persone che abitavano negli appartamenti di edilizia residenziale di via Roma, dieci, informa il Comune, hanno trovato alloggio nelle nuove microresidenze realizzate dopo il sisma del 2012 dall'Azienda pubblica servizi alla persona (Asp) dell'Unione Comuni Modenesi Area Nord. Nove persone sono state sistemate a San Prospero e una a Mirandola. Nel frattempo si sta già verificando la ricostruzione degli alloggi di via Roma. La Polizia municipale è stata intanto sistemata in due sedi provvisorie: a San Possidonio, nelle ex scuole elementari ricostruite dopo il terremoto, e a Mirandola, in alcuni spazi del nuovo municipio. La sede di via Roma sarà ristrutturata, ma con tempi più lunghi degli alloggi, per gli ingenti danni subiti. Per questo motivo si troverà una soluzione intermedia, a medio termine, in centro storico. Intanto nella sala giunta del municipio e negli uffici pubblici è stato dedicato un minuto di silenzio in ricordo delle due vittime.

image