JACOPO GOZZI
Cronaca

Modena città 30, i motivi della petizione: "In bici più sicuri e meno inquinamento"

La rete di associazioni Aria: "Per garantire chi si muove pedalando le auto devono viaggiare a limiti più stretti dei 50 orari"

Modena città 30, i motivi della petizione: "In bici più sicuri e meno inquinamento"

Modena città 30, i motivi della petizione: "In bici più sicuri e meno inquinamento"

Ridurre il numero di vittime della strada, abbassare i livelli di inquinamento ambientale e acustico e accrescere il benessere di ciclisti, pedoni e, più in generale, della cittadinanza.

Sono stati tanti i temi discussi domenica pomeriggio nello Spazio Nuovo di via IV novembre, a Modena dove, davanti a un centinaio di persone, la rete di associazioni Aria ha lanciato la petizione "Modena 30". L’iniziativa, attuata con il supporto di Bologna30 e gemellata con le campagne collegate di Carpi, Pesaro, Firenze e Torino si promette di chiedere alle istituzioni di intervenire concretamente per trasformare gli spazi pubblici della città in chiave più democratica.

"La petizione ‘Modena 30’ – spiega Francesco Soci, membro di Medici per l’ambiente e co-organizzatore dell’iniziativa – non è soltanto volta alla tutela della vita delle persone, ma propone un modello di disegno urbanistico che consenta di far convivere chi viaggia in automobile con chi, attualmente, si trova in una situazione di difficoltà a causa del modo in cui gli spazi sono stati progettati in passato. Come raccontano i dati del Pums, a Modena le distanze percorse in media dai cittadini sono brevi, tuttavia tante persone utilizzano soltanto l’automobile: è evidente che, nella percezione di molti individui, spostarsi con mezzi alternativi come la bicicletta sia pericoloso. Noi crediamo che tutti abbiano diritto di muoversi per la città, anche a piedi o pedalando, senza dover rischiare la vita".

Alle parole di Soci fa eco Davide Paltrinieri, vicepresidente Fiab e co-organizzatore dell’evento: "Oggi - dichiara Paltrinieri - la normalità è viaggiare ai 50 kmh e, anche laddove c’è il limite dei 30 kmh, spesso non ci sono i mezzi per farlo rispettare. La petizione di questa sera vuole invertire questa tendenza, rendendo il limite dei 30 kmh la normalità, mentre un limite di velocità più sostenuto rimarrebbe soltanto in alcuni casi. Un esempio? Le strade a scorrimento". "Si richiede un sacrificio agli automobilisti, è vero – prosegue Paltrinieri – ma, se da un lato i tempi di percorrenza si allungherebbero soltanto di qualche minuto, sappiamo con certezza che quei pochi minuti consentirebbero, ogni anno, di evitare tante vittime innocenti sulle strade".

Un punto importante dell’iniziativa Modena30 riguarda anche il potenziamento della rete dei trasporti pubblici. "In tutte le città 30 – spiegano gli organizzatori – si cerca di disincentivare l’utilizzo dell’automobile incrementando contemporaneamente i servizi e, anche nel caso di Modena, crediamo che la rete di trasporto pubblico possa essere rafforzata".

Anche il presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Davide Ferraresi, condivide i valori della petizione: "Muoversi verso il modello della città 30 – spiega Ferraresi – è un passo importante: oggi è necessario garantire sicurezza ai cittadini, senza dimenticare che avere meno veicoli a motore che circolano per le strade significa respirare un’aria migliore". "Siamo a disposizione di tutti per spiegare questo progetto – conclude Paltrinieri – ci sono cambiamenti complessi, talvolta non semplici da digerire, ma crediamo che siano necessari per il bene di tutta la comunità".