Daniele Giovanardi davanti al Cie

Modena, 4 novembre 2016 - E’ stato citato direttamente e giudizio Daniele Giovanardi, l’ex direttore del Cie (centro identificazioni ed espulsioni di Modena oggi chiuso) imputato per omesso versamento delle ritenute certificate in quanto legale rappresentante della Misericordia, l’associazione che gestiva la struttura di via Lamarmora e crollata sotto il peso di un crac da capogiro.

Ieri il giudice Domenico Truppa ha incardinato il processo accettando la lista di 24 testimoni proposti dall’avvocato Fulvio Orlando, difensore di Giovanardi (foto): compariranno in aula (il 13 aprile 2017, data della prosssima udienza), tra gli altri, anche l’ex sindaco Giorgio Pighi e l’attuale primo cittadino Gian Carlo Muzzarelli, chiamati come testimoni della difesa. A Giovanardi viene contestato di non aver versato all’Erario 797mila euro in tre anni (dal 2010 al 2012): si tratta delle tasse trattenute dagli stipendi dei circa cento dipendenti della Misericordia che si sono alternati tra Cie e le altre strutture in gestione. Soldi che non sarebbero stati versati data la situazione di profonda crisi che aveva colpito l’associazione, con il conto in rosso per quasi due milioni di euro. Giovanardi - finito nei guai in quanto legale rappresnetante della Misericordia - ha sempre sostenuto: «Non sapevo che la situazione fosse così grave, l’amministrazione delle risorse economiche era nelle mani di altre persone che non hanno mai rivelato le difficoltà economiche in cui si trovava la Misericordia».

Giovanardi sostiene di non aver mai saputo nulla del buco né degli omessi versamenti: «Mi sono trovato un avviso dell’agenzia delle entrate e con la casa e i conti congelati. Sono stato travolto all’improvviso da questa situazione che ignoravo».

Esiste infatti un secondo filone dell’inchiesta sempre della guardia di finanza - ancora in fase di indagine preliminare - che vede sotto la lente l’ex direttrice amministrativa. Le viene contestato sempre un reato fiscale proprio in merito al crac della Misericordia: il suo legale ha sempre sostenuto che era un’impiegata di livello d1, dunque priva di potere decisionale se non su delega dello stesso Giovanardi.

La confraternita - per anni attiva nel servizio di emergenza-urgenza ma anche nei trasporti di dializzati e nell’ospitalità delle donne sole - era stata estromessa dall’albo delle associazioni di volontariato nel 2014 per la mancata approvazione degli ultimi bilanci da parte del Consiglio. L’ultimo risale all’anno 2009-2010.