di Maria Silvia Cabri Movida e lampeggianti, venerdì sera nel centro storico di Carpi. Se in tanti si sono riversati nei locali, tra bar e ristoranti, per un primo aperitivo ‘in libertà’, dall’altro lato si è registrato un massiccio impiego di forze dell’ordine al fine di controllare il rispetto delle ulteriori misure restrittive anti-contagio da Covid-19, emanate giovedì con ordinanza dal sindaco Alberto Bellelli. Un controllo a tappeto: quattro pattuglie del commissariato di pubblica sicurezza di Carpi hanno coordinato i servizi di controllo, unitamente a due pattuglie della...

di Maria Silvia Cabri

Movida e lampeggianti, venerdì sera nel centro storico di Carpi. Se in tanti si sono riversati nei locali, tra bar e ristoranti, per un primo aperitivo ‘in libertà’, dall’altro lato si è registrato un massiccio impiego di forze dell’ordine al fine di controllare il rispetto delle ulteriori misure restrittive anti-contagio da Covid-19, emanate giovedì con ordinanza dal sindaco Alberto Bellelli. Un controllo a tappeto: quattro pattuglie del commissariato di pubblica sicurezza di Carpi hanno coordinato i servizi di controllo, unitamente a due pattuglie della polizia locale, con il supporto del reparto prevenzione crimine di Reggio Emilia.

Oltre agli agenti in divisa, ‘mescolati’ tra la folla, c’erano anche tanti agenti in borghese. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare i gestori dei locali e gli avventori a non violare le misure di distanziamento sociale e ad utilizzare le mascherine di protezione. Il notevole afflusso di persone nel centro città, ha reso difficoltoso, in alcune circostanze, il rispetto delle norme anti-covid, comunque garantite da ripetuti passaggi e soste da parte degli equipaggi. In totale sono stati controllati 11 locali e identificate 93 persone, di cui 22 con precedenti di polizia. Il gestore di un locale sito in Corso Cabassi è stato sanzionato per non aver rispettato il divieto di asporto di bevande in contenitori di vetro e per non aver garantito il distanziamento sociale. Inoltre sono state sanzionate quattro persone per aver violato il divieto di assembramento. "Sono due le sanzioni che mi sono preso – esordisce Marco di Nardo, titolare della birreria Nonno Pep di Corso Cabassi –. Una da parte della polizia locale perché 45 ragazzi stavano stazionando davanti alla mia vetrina con un bicchiere in mano, quindi fuori da locale o dal perimetro estero. La seconda per assembramento: io ho collocato due sedie per ogni tavolo. Oggettivamente in quel momento alcuni ragazzi avevano preso le sedie di un altro tavolo, vuoto, e si erano aggregati agli amici. Non discuto sulle multe, sono giuste. Certo io avevo fatto ben presente le condizioni ai miei clienti, le distanze da rispettare, ma mi è stato risposto ‘a casa sua comanda lei’ quindi la multa, anzi le multe, me le sono beccate io".

"È giusto che le forze dell’ordine vigili per garantire il rispetto delle regole – prosegue il titolare di Nonno Pep –. Certo in un locale come il mio è molto dura mettere in pratica tutte le misure, inoltre, lo ammetto, forse mi sarei aspettato che come primo venerdì di ‘movida’, dopo l’ordinanza del sindaco, le forze dell’ordine facessero più opera di divulgazione e informazione, ai clienti stessi, che sanzionatoria. Anche perché da quello che avevo capito l’ordinanza del sindaco era finalizzata anche a tutelare noi esercenti, e responsabilizzare i clienti, visto che non possiamo metterci a fare gli sceriffi, né tutti possiamo permetterci di pagare degli stuart che vigilino al nostro posto".