Modena, il giudice di pace ha annullato la multa (fotoFiocchi d'archivio)
Modena, il giudice di pace ha annullato la multa (fotoFiocchi d'archivio)

Modena, 12 agosto 2019 - «Non ci sono prove sufficienti della sua responsabilità». In sostanza: senza la foto che ne certifichi l’accesso in Ztl non si può affermare con certezza che l’automobilista abbia fatto il ‘fubetto’, restando in area vietata per un arco di tempo superiore ai tre minuti, come previsto dall’ordinanza. Matteo Cantoni, figlio del famoso ristoratore Oreste, sventola con soddisfazione ma pure titubanza – bastava l’annullamento in autotutela, afferma - la decisione del giudice di Pace che, in sostanza, gli dà ragione e annulla quel verbale del novembre 2017 per circolazione abusiva in zona Ztl. Le telecamere avevano filmato Cantoni solo nell’atto di uscire dal centro storico ma non avevano documentato il suo ingresso, senza poter dunque dimostrare una sosta superiore ai tre minuti (tempo consentito in base all’ordinanza comunale ed entro i termini del quale non si incappa in sanzioni). Nonostante ciò il prefetto aveva rigettato il ricorso, condannandolo al pagamento.

«Ero entrato, senza permesso Ztl, in corso Accademia per accompagnare una persona in piazza Roma – aveva spiegato – certo di poterlo fare dal momento che c’è una delibera che prevede tre minuti di tempo per entrare e uscire. Un minuto e mezzo dopo, ne sono certo, ero già fuori dall’area ‘proibita’. Ma mi è arrivata la multa non una, ma ben due volte». Cantoni, alla richiesta della documentazione fotografica alla Municipale, relativa al verbale, si era visto rispondere che sì, lo scatto era presente ma solo quello in uscita. Non era dato sapere dunque a che ora l’automobilista fosse entrato in zona vietata.

«Il Comune mi rispose che se mancava la foto di ingresso evidentemente ero entrato facendo una manovra non consentita, eppure chi conosce corso Accademia sa che si tratta di una strada stretta, con una fila di parcheggi sulla destra». A seguito del verbale, quindi, Cantoni aveva annunciato battaglia. «Il rigetto al mio ricorso da parte della prefettura farebbe pensare che forse le carte sono state lette velocemente, altrimenti non avrebbe dichiarato quanto evidenziato nell’atto; manca una delle due foto in entrambi i verbali e lo mette agli atti la Municipale stessa. Per cui che elementi probatori servono ancora?» chiede Cantoni. Indipendentemente dai motivi per cui chiunque si trovi all’interno della Ztl, l’ordinanza comunale è chiara: qualora il sistema di telecontrollo della Ztl verifichi un tempo inferiore a 3 minuti tra la rilevazione di un accesso di un veicolo non autorizzato e la rilevazione dell’uscita del medesimo veicolo, non si procederà con la prevista sanzione. «Se il sistema dei 3 minuti funziona male o lascia diversi aspetti poco chiari, perché non lo tolgono? Deve sempre farne le spese l’utente, con la beffa di aver pure contribuito economicamente ai costi di realizzazione del sistema?» conclude Cantoni.

«Ho avuto la fortuna di avere udienza con un giudice di pace che, con pazienza e nonostante la fila fuori dalla porta, ha letto tutte le carte, ha ascoltato quello che avevo da dire ed ha applicato una logica indiscutibile: ‘con solo la documentazione che rilevava la sua uscita dalla zona Ztl ma non quella di ingresso non vi sono prove sufficienti della sua responsabilità’. Tutto questo non si poteva evitare semplicemente con la procedura di annullamento in autotutela da parte della Municipale, quando ha visto che mancava una delle due foto?».