San Felice (Modena), 2 febbraio 2015 -  "Abbiamo segnalato tutto alla Procura, e non certo l’altro ieri, ma tra settembre e ottobre 2012, poi a fine estate 2014 il Comune si è costituito parte civile contro le violazioni ambientali. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare senza perdere tempo".

Il sindaco di San Felice, Alberto Silvestri, sottolinea le azioni intraprese del Comune contro i casi ‘amianto’ a San Felice e la gestione illecita di rifiuti che il giudice firmatario degli arresti della maxi Operazione Aemilia (117 arresti tra Modena, Reggio, Parma, Piacenza) contesta, oltre al concorso esterno in associazione mafiosa, all’imprenditore sanfeliciano Augusto Bianchin (VIDEO), in carcere da mercoledì notte. «Sono tre – spiega il sindaco – i cantieri post sisma della ditta Bianchini dove è stato trovato l’amianto: nel campo di accoglienza dei terremotati ‘Trento’, a San Biagio, nel piazzale Italia, sede della nuova urbanizzazione commerciale, e nel capannone Phoenix, in via Da Vinci. La prima udienza del processo era già stata fissata, ma è slittata, penso a primavera. Ora siamo in una fase molto delicata e vorrei ribadire – continua – anche a nome dei colleghi Area Nord il ringraziamento e il pieno sostegno alla magistratura e alle forze dell’ordine. Come amministrazione – commenta – siamo a completa disposizione degli inquirenti per il proseguimento di un’indagine che opera a beneficio di tutta la società civile onesta. Il radicamento della criminalità organizzata, che purtroppo riguarda non solo l’area terremotata e non solo la provincia di Modena, va combattuto con l’aiuto di tutti».

Nel 2012, dopo i tre casi amianto e la segnalazione alla Procura, «il Comune – spiega il sindaco – si era impegnato, insieme agli enti preposti nella Conferenza di Servizio, Ausl, Arpa, Provincia, per affrontare le relative criticità ambientali. Un impegno, all’interno del sistema di regole che definiscono ambiti e potestà decisionali, testimoniato da tutti gli atti presentati nelle varie sedi istituzionali: dal consiglio comunale alla commissione ambiente fino alla conferenza di servizio. Il tutto – conclude – avendo come fine ultimo la bonifica completa dei siti contaminati, nella tutela della salute dei cittadini».