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22 mar 2022

"Nel nuovo magazzino alimentare cibo ma anche tanta amicizia"

Il progetto della Caritas diocesana, finanziato dalla Fondazione, aiuterà circa 180 famiglie accompagnandole in un percorso

L’interno del magazzino
L’interno del magazzino
L’interno del magazzino

"Dentro alle storie di recupero ci sono rapporti di unicità, di amicizia. Non sono rapporti a senso unico: c’è una reciprocità che è la vera ricchezza. Siamo soggetti attivi di una nuova società". E’ questa l’essenza del progetto di Caritas diocesana modenese ’Educarci alla comunità’ presentato ieri nella parrocchia Santa Rita e finanziato dalla Fondazione di Modena tramite il bando ’Personae 2021-Sfida welfare inclusivo’. Il bando aveva l’obiettivo di promuovere un nuovo modello di sostegno alimentare insieme alle Caritas parrocchiali e di costruire un "ecosistema della solidarietà sociale". L’obiettivo è stato appunto raggiunto: infatti all’interno del rinnovato magazzino alimentare diocesano è sorto un deposito di approvvigionamento delle Caritas affinchè possano distribuire gli alimenti alle famiglie in difficoltà. L’iniziativa è stata realizzata insieme all’Ausl e ai Servizi sociali, con i quali è stata creata una vera e propria rete, come sottolineato dal vicario della carità dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, monsignor Giuliano Gazzetti. Il magazzino è stato da poco rinnovato per dar vita ad un progetto di ‘accompagnamento alimentare’ rivolto alle famiglie segnalate dai servizi sociali. Sarà data un’attenzione particolare al paniere di alimenti, privilegiando le aziende del territorio mentre l’Ausl fornirà il suo contributo dal punto di vista dell’educazione alimentare. L’intenzione è quella di approfondire la conoscenza delle famiglie per non limitare il ritiro della sporta al gesto ma per accompagnarle lungo il ‘percorso’, come spiega il vicedirettore di Caritas diocesana, Federico Valenzano. "I destinatari del progetto sono circa 180 nuclei familiari, ovvero 700 persone delle Caritas parrocchiali di Modena città. Si tratta di un progetto sperimentale in cui il cibo rappresenta ‘lo strumento’ e non l’obiettivo. Non è un magazzino dove si va a mangiare – sottolinea – ma una sede che servirà a fornire le parrocchie di un paniere che sarà poi distribuito alle famiglie".

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