Modena, 14 maggio 2018 - Una cerimonia intima, a cui prendono parte solo i parenti e gli amici più stretti. E’ arrivato il giorno dell’ultimo saluto per il piccolo Nicolas, il bimbo di quattro anni morto in circostanze ad oggi ancora misteriose nelle campagne tra Limidi e Carpi.

La cerimonia è prevista per oggi alle 15 nella cappelleta del Policlinico. Dopo i funerali la piccola salma sarà trasferita al forno crematorio. L’urna sarà poi tumulata a Carpi, nella tomba di famiglia. Il nullaosta per la liberazione della salma è arrivata al termine dell’esame autoptico effettuato in medicina legale, nei giorni scorsi, sul corpicino del piccolo.

I periti, due nominati dalla procura ed uno dai legali della difesa, si sono presi trenta giorni per far luce sulle cause che hanno portato al decesso di Nicolas Schon, morto al Policlinico dopo essere arrivato in ospedale, a Carpi, accompagnato dalla mamma Anna Beltrami. La 30enne carpigiana è stata iscritta nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. Un avviso di garanzia che rappresenta un atto dovuto, al fine di permettere alla procura di stabilire quanto accaduto il pomeriggio del 23 aprile nelle campagne tra Limidi e Carpi, dove il bimbo avrebbe giocato per l’ultima volta insieme alla sua mamma. Le indagini degli inquirenti; i carabinieri di Carpi, guidati dal comandante Alessandro Iacovelli, continunano a 360 gradi sulla delicata vicenda.

Diversi i sopralluoghi dei militari nel campo dove il piccolo sarebbe stato trovato a terra ma anche nelle abitazioni della madre e di altre persone vicine alla famiglia. Nulla ancora trapela sulle cause della morte: quel che per ora resta fermo è il racconto della sua mamma.

La donna ha spiegato infatti di aver trovato il bambino con il suo giocattolo preferito conficcato in bocca: l’oggetto in plastica dura, un gatto lungo dieci centimetri e largo quattro, gli avrebbe impedito di respirare. Mamma e figlio, quel pomeriggio – secondo quanto raccontato da Anna Beltrami – stavano giocando a nascondino in quel campo incolto vicino al torrente. Qualche minuto dopo la 30enne avrebbe trovato il bambino riverso a terra, supino, col giocattolo in bocca che lei stessa avrebbe estratto. Quello che i periti ora valuteranno è se il piccolo riportasse eventuali lesioni in gola, ma anche se il Nicolas fosse affetto da eventuali problemi congeniti. Il legali della donna, Luca Brezigar e Francesco Varvaro, hanno sottolineato come l’iscrizione di Anna nel fascicolo degli indagati rappresenti appunto un atto dovuto, poichè le cause della morte del bimbo non sono chiare e perchè, il giorno della tragedia, non erano presenti testimoni.