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31 mar 2022

"Nuova strada per la complanare, evitiamo di stendere altro catrame"

Mauro Solmi di Legambiente: "Lodevole il tentativo di scaricare un po’ i flussi di traffico dalla statale 12 ma vanno studiati nuovi piani per non consumare suolo e preservare il più possibile l’ambiente"

31 mar 2022
paolo tomassone
Cronaca

di Paolo Tomassone

È "lodevole" il tentativo di scaricare almeno un po’ i consistenti flussi di auto che ogni giorno percorrono la statale 12 su nuovo collegamento viario che il Comune di Modena vorrebbe realizzare tra via Falcone, via Argiolas e la complanare. E non è nemmeno in discussione il fatto che il finanziamento di quest’opera - su cui l’amministrazione ha commissionato uno studio di fattibilità - sia assicurato con fondi (15 milioni di euro) messi a disposizione da Autobrennero, anche se "quelle risorse potrebbero essere investite per il potenziamento delle piste ciclabili e in generale per una mobilità più sostenibile".

La questione che proprio non convince gli ambientalisti è che non si metta in conto la possibilità di studiare "nuove forme" per evitare di stendere altro catrame per strada. "Anche se 700 metri di nuova strada non sono tanti, si tratta pur sempre di consumo di suolo – taglia corto Mauro Solmi, del direttivo di Legambiente Modena –. Noi siamo preoccupati che alla fine il progetto complessivo comporterà un’ulteriore perdita di aree agricole e, visti i tempi, non ce lo possiamo proprio permettere. Siamo convinti che si possano cercare altre soluzioni e che si debba trovare un modo per confrontarsi con tutta la città". Come ha precisato nei giorni scorsi l’assessore alla Mobilità sostenibile, Alessandra Filippi, la previsione di un collegamento tra via Falcone, via Argiolas e la complanare era già inserita nel Piano Regolatore generale circa vent’anni fa ed è stata inserita nel Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, approvato nel 2020 come opera di completamento della rete viaria portante e recepita nel Piano urbanistico generale assunto a dicembre 2021.

"Vent’anni fa – ribatte Solmi – non c’era la sensibilità sui temi ambientali che invece, per fortuna, stiamo riscontrando negli ultimi tempi. La gran parte della popolazione si sta rendendo conto del bisogno e, soprattutto, dell’urgenza di agire sulla mobilità sostenibile per contrastare l’inquinamento costantemente in crescita nella nostra città e nella nostra provincia. E per far questo è necessario investire di più sul trasporto pubblico e sulla realizzazione di piste ciclabili e percorsi pedonali". Il Comune, al momento, ha richiesto uno studio di fattibilità ma non ha ancora affidato ai tecnici l’incarico di scrivere un progetto. "Per dare altre valutazioni dovremmo conoscere più nel dettaglio il progetto che l’amministrazione ancora non ha presentato – prosegue il rappresentante di Legambiente –. Restiamo quindi in attesa di eventuali sviluppi e chiediamo già da ora di poter incontrare i rappresentanti delle istituzioni prima che le cose vadano troppo avanti, senza un confronto preventivo con la città. Mi auguro che il Comune possa prendere in considerazione anche l’ipotesi di non realizzare affatto questo collegamento stradale. Quando si mette mano alla modifica della viabilità di un quartiere, soprattutto a distanza di vent’anni dalla scrittura del Piano urbanistico, si dovrebbe tenere in conto tutte e due le opzioni".

E poi sarebbe opportuna "una valutazione economica sull’uso migliore di quelle risorse. Se 15 milioni fossero investiti per il trasporto pubblico, per percorsi ciclabili e pedonali, si potrebbe realmente ridurre la dipendenza dei cittadini dall’auto privata".

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