C’è, nel decreto emanato ieri dal Governo con le nuove disposizioni legate all’emergenza Coronavirus, un passaggio importante in cui, per l’Emilia Romagna, si parla di sospensione dei servizi educativi e non più di chiusura. Questo significa che nelle scuole il personale – dai docenti ai collaboratori – sarà...

C’è, nel decreto emanato ieri dal Governo con le nuove disposizioni legate all’emergenza Coronavirus, un passaggio importante in cui, per l’Emilia Romagna, si parla di sospensione dei servizi educativi e non più di chiusura. Questo significa che nelle scuole il personale – dai docenti ai collaboratori – sarà chiamato al lavoro. Gli interessati dovrebbero aver ricevuto comunicazioni in merito già ieri sera dai rispettivi servizi. Avranno a disposizione una settimana senza bambini e studenti per mettersi avanti con il lavoro e fare il punto in attesa della ripresa delle attività.

Per quanto riguarda lo spinoso tema delle rette, l’intenzione degli enti locali resta ferma a quanto già dichiarato: sono allo studio misure per fare in modo che i costi dello stop non ricadano in primis sulle famiglie, e in secondo luogo sui Comuni che, infatti, chiedono aiuto a Roma. Sul fatto che alla fine non saranno i genitori a ‘pagare il conto’, in ogni caso, c’è relativa tranquillità.

Tra le novità rispetto alla situazione della settimana scorsa (su questo punto trovate ampi servizi nelle pagine nazionali), c’è l’apertura al pubblico dei musei, delle biblioteche e degli archivi, delle aree e dei parchi archeologici e i complessi monumentali. «Aperture, però – si legge –, a condizione che vengano assicurate modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro».