La modenese Maria Gloria Alcover Lillo
La modenese Maria Gloria Alcover Lillo

Modena, 29 aprile 2018 - "Un percorso di Luce vi renderà testimoni della meraviglia dell’Omeopatia nelle mani di un vero Omeopata, quello che sa cosa è degno di essere guarito". Non c’è solo l’interdizione dai pubblici uffici per l’omeopata modenese coinvolta nell’inchiesta portata avanti dalla procura di Torino, a seguito della quale è stata recentemente condannata a 30 mesi per omicidio colposo la collega Germana Durando. Maria Gloria Alcover Lillo, omeopata di fama internazionale e residente in città, dove riceve abitualmente, è indagata a sua volta per la morte di Marina Lallo, avvenuta nel 2015.

Cancro, il bestiario delle fake news

La donna, 53 anni, è stata convinta per nove lunghi anni dall’omeopata torinese a non curare il melanoma che aveva sulla spalla. Ma quel tumore ‘guarito’ dalla dottoressa con tisane e sedute ‘psicologiche’ è arrivato al cervello, cagionandone la morte. Durante le fasi processuali è così emerso come la ‘mentore’ di Germana Durando fosse proprio Maria Gloria Alcover Lillo: dal suo pc sono partite quelle mail in cui consigliava all’ ‘allieva’ torinese come ‘curare’ la donna poi deceduta. Ovvero, non curandola. E in due occasioni l’aveva visitata personalmente.

Ora l’omeopata modenese risulta indagata per concorso in omicidio colposo. Il giudice Vitelli ha firmato un’ordinanza in cui sospende la professionista dall’attività, come conferma l’ordine dei medici modenesi che spiega di aver già adottato i provvedimenti necessari, vista l’interdizione. L’esposto, nei confronti della donna, è stato presentato in procura dal fratello della vittima, il dottor Rudy Lallo. «Abbiamo scoperto in sede processuale e grazie alle mail trovate sul computer della Alcover come la stessa fosse in realtà la mentore della Durando - spiega l’uomo -. Dopo quanto capitato a mia sorella, sono andato a fondo nella storia e ne è emerso un quadro agghiacciante. La Alcover iniziò a venire a Torino già negli anni novanta, per ‘indottrinare’ i vari seguaci, tra cui l’omeopata condannata, sulla ‘terapia hameriana’. (Elaborata dal medico tedesco, poi espulso dall’ordine, Rike Geerd Hamer).

Cos'è il metodo Hamer e perché è pericoloso

Ma c’è di più perchè abbiamo scoperto come l’omeopata, nel 1993, avesse cercato di convincere mia cognata a non sottoporre suo figlio alla chemioterapia. All’epoca il bambino aveva tre anni e gli diagnosticarono un bruttissimo caso di leucemia», racconta ancora Rudy Lallo. Dopo i primi sei mesi di terapie, come ogni mamma, mia cognata, preoccupatissima, si informò anche sulla medicina alternativa, per alleviare i dolori del piccolo. La dottoressa Durando la portò dalla Lillo, che già aveva uno studio a Torino, e lei le consigliò di smettere subito la chemio. Come emerge dalle testimonianze in aula, a mia cognata disse queste parole: ‘Smetta di fare le terapie, è una madre degenere e sta uccidendo suo figlio. Ascolti me’. Fortunatamente mia cognata è molto intelligente e non l’ha ascoltata».

Il medico spiega però come, se la modenese è stata subito sospesa, la Dorando invece a Torino stia continuando a lavorare. "Chissà quante persone sono incappate in queste donne – afferma – eppure non c’è ancora alcun provvedimento, nonostante la condanna a trenta mesi per la morte di Marina. Pensare che, nelle mail inviate all’‘allieva’, la Alcover quasi imponeva di non far rimuovere il neo a mia sorella. Io ho appreso del melanoma a fine marzo 2014, troppo tardi per salvarla. Eppure era stato diagnosticato e doveva essere rimosso a novembre del 2005 ma le due donne pensavano di curarle il cancro con le sedute psicologiche. La mia battaglia non si fermerà".

Secondo quanto emerso in aula, le due seguaci di Hamer avrebbero spiegato alla paziente che la malattia "va curata all’origine, ovvero azzerando i conflitti psichici" e senza estirparla con la medicina tradizionale.

Giovedì scorso i carabinieri avrebbero anche perquisito lo studio modenese dell’omeopata Alcover Lillo, consegnandole l’ordinanza di sospensione firmata dal giudice.