Modena, 15 febbraio 2019 - Nuovi elementi emergono a carico di Khalil Laamane, 49enne in carcere e indagato per l’omicidio pluriaggravato (c’è anche la premeditazione) della 37enne Ghizlan El Hadraoui (i due si stavano separando), trovata morta e bruciata nella sua auto in via Cavazza lo scorso sei febbraio.

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Come ha illustrato il procuratore capo Lucia Musti, infatti, le chiavi della donna, sono state trovate nelle disponibilità dell’uomo, risultano poi video delle telecamere di sicurezza di capannoni industriali presenti in zona via Cavazza, che hanno immortalato l’indagato nelle vicinanze del luogo dove è stato rinvenuto il cadavere, infine gli inquirenti (ad indagare sono gli uomini della squadra mobile coordinati dal procuratore Luca Guerzoni) hanno rinvenuto tracce biologiche nell’auto di lui, che ora saranno analizzate, “rispetto alle quali, però, non si possono fornire ulteriori dettagli”.

Spiega il procuratore Musti: “Ci sono immagini delle telecamere dei vicini capannoni industriali - le parole del procuratore - della zona dove è stato poi rinvenuto il corpo della vittima dove risulta essere stato ripreso l’indagato, l’orario è compatibile con quello presumibile dell’omicidio”.