Il sistema per bloccare la macchina c’è, ma è manuale e non automatico. Quindi azionabile solo dall’operatore che avvia la manutenzione. Un malfunzionamento della fustellatrice o un tragico errore umano? E’ questo il quesito più grande a cui si cercherà di dare risposta dopo la morte di Laila El Harim, operaia 40enne rimasta schiacciata da una fustellatrice nello scatolificio ’Bombonette’ di Camposanto. "La macchina a cui lavorava Laila El Harim era provvista di un doppio blocco di funzionamento meccanico, ma purtroppo azionabile, da parte dell’operatrice soltanto manualmente e non automaticamente. Ciò ha consentito un’operazione non sicura che ha cagionato la morte per schiacciamento", è il primo parziale responso dall’Ispettorato nazionale del lavoro che ha verificato come martedì mattina l’operaia - di origine marocchina, italiana e residente a Bastiglia - fosse entrata in turno...

Il sistema per bloccare la macchina c’è, ma è manuale e non automatico. Quindi azionabile solo dall’operatore che avvia la manutenzione. Un malfunzionamento della fustellatrice o un tragico errore umano? E’ questo il quesito più grande a cui si cercherà di dare risposta dopo la morte di Laila El Harim, operaia 40enne rimasta schiacciata da una fustellatrice nello scatolificio ’Bombonette’ di Camposanto. "La macchina a cui lavorava Laila El Harim era provvista di un doppio blocco di funzionamento meccanico, ma purtroppo azionabile, da parte dell’operatrice soltanto manualmente e non automaticamente. Ciò ha consentito un’operazione non sicura che ha cagionato la morte per schiacciamento", è il primo parziale responso dall’Ispettorato nazionale del lavoro che ha verificato come martedì mattina l’operaia - di origine marocchina, italiana e residente a Bastiglia - fosse entrata in turno alle 5.50 del mattino..

Il direttore Bruno Giordano ha informato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che ha chiesto di essere costantemente aggiornato sugli sviluppi degli accertamenti effettuati sul luogo dell’infortunio. Intanto, nel fascicolo aperto in Procura con l’ipotesi di reato di omicidio colposo è stato iscritto il nome di un indagato: il legale rappresentante dell’azienda, quindi il datore di lavoro della vittima. L’iscrizione rappresenta un atto dovuto, volto a far luce sulla dinamica di quanto accaduto martedì mattina alle 8 nei capannoni nell’azienda della Bassa. Intanto venerdì mattina è prevista la nomina dei consulenti medico-legali, da parte della procura, dopo di che sarà eseguita l’autopsia sul corpo della donna. Il pm Mariangela Sighicelli ha sottoposto a sequestro il macchinario proprio per verificare la conformità secondo i principi della massima sicurezza tecnicamente possibile ed ora sono in corso specifiche indagini da parte degli ispettori Upg dell’ Ausl. Infatti, su mandato dell’autorità giudiziaria il Servizio di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (Spsal) dell’Ausl di Modena hanno avviato da subito le indagini sul luogo dell’incidente. In particolare i tecnici stanno verificando sia la dinamica dell’infortunio, sia il funzionamento del macchinario sequestrato. Le indagini sono volte a capire se fosse compito della vittima effettuare azioni come quelle che stava svolgendo al momento dell’incidente. In secondo luogo gli ispettori verificheranno se fossero o meno presenti nel macchinario ulteriori dispositivi di sicurezza e se, nel caso, siano entrati in funzione.

"Anche nei territori industriali più avanzati del paese, come Modena, ci sono ancora troppi infortuni sui luoghi di lavoro". A dirlo sono, ancora una volta, Cgil, Cisl e Uil che oggi durante l’incontro a Roma con il ministro Orlando, tra i temi in discussione affronteranno anche quello della sicurezza dei lavoratori. Servono "risposte concrete", in particolare più controlli nelle aziende e più formazione tra i lavoratori. Un impegno che lo stesso Orlando ha recentemente ribadito, confermando la volontà di sbloccare i concorsi per 2.000 ispettori del lavoro. Intanto ieri i sindacati e le rappresentanze dei lavoratori nei luoghi di lavoro hanno promosso azioni di solidarietà per la morte di Laila El Harim. In alcune aziende della provincia ci si è fermati per alcune ore, in altre le Rsu hanno preparato un documento con la richiesta alle istituzioni competenti di incrementare i controlli sui luoghi di lavoro. Da diverse parti sono state promosse campagne di raccolta fondi a favore del compagno e della figlia di El Harim. "Questa straordinaria risposta, in un periodo di chiusure totali o parziali dell’attività lavorativa – spiega la Cgil – proviene da tutti i settori del territorio sia pubblici che privati, in primis dalle aziende del settore cartotecnico alle quali si aggiungono, per fare solo alcuni esempi, le maestranze di numerose aziende del settore ceramico fino ad Unimore ed al terziario, dal metalmeccanico fino all’industria agroalimentare". La mobilitazione proseguirà anche oggi e domani con scioperi già proclamati in varie realtà. "Nelle prossime settimane daremo ulteriore continuità a quanto già annunciato con la mobilitazione del mese di giugno 2021 per valutare unitariamente la presentazione di una piattaforma sindacale per aprire una vertenza in provincia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro", spiega Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale con delega alla salute e sicurezza sul lavoro Valntina Reggiani

Paolo Tomassone