Operaia morta nella fustellatrice, condannato il delegato alla sicurezza

La donna era morta nell’agosto 2021 schiacciata dal macchinario nell’azienda ‘Bombonette’ di Camposanto. Jacopo Setti condannato a tre anni e sei mesi

Laila El Harim morta schiacciata da macchinario nella ditta Bomonette di Camposanto

Laila El Harim morta schiacciata da macchinario nella ditta Bomonette di Camposanto

Modena, 9 luglio 2024 – La vicenda fece molto scalpore quando accadde nell’agosto 2021. Fu l’ennesimo incidente sul lavoro: l’operaia 40enne Laila El Harim morì schiacciata da una fustellatrice nell’azienda ‘Bombonette’ di Camposanto, in provincia di Modena. Ora il tribunale di Modena ha condannato a tre anni e sei mesi Jacopo Setti, delegato alla sicurezza dell'azienda di packaging,

La Procura, con i pm Giuseppe Amara e Claudia Natalini, aveva chiesto due anni, in virtù del risarcimento riconosciuto ai parenti della vittima. Il tribunale ha anche deciso per una multa di 250mila euro all'azienda.

L'imputato rispondeva di omicidio colposo aggravato dal mancato rispetto della normativa sulla sicurezza ed inizialmente vedeva iscritto nel registro degli indagati anche Fiano Setti, l'86enne fondatore e legale rappresentante della ditta modenese, che nel frattempo è però morto.

Elemento chiave nel procedimento le modifiche che sarebbero state fatte al macchinario per renderlo più veloce e che potrebbero avere avuto un peso specifico nella morte della giovane madre.

“Una sentenza esemplare”

“Questa sentenza per certi versi esemplare conferma quanto avevamo sostenuto fin dal primo momento, e cioè che la morte di Laila è stata frutto di gravi e palesi violazioni sul fronte della sicurezza sul lavoro. Questa condanna da parte del Tribunale di Modena, che è andato ben oltre le stesse richieste della Procura, non servirà purtroppo per riportarla in vita né basterà per ripagare la perdita subita dai suoi cari, ma per la giustizia italiana è una pena rilevante, con l'auspicio, anche dei suoi familiari, che possa servire da monito nella difficile battaglia per invertire la tendenza sul drammatico fenomeno degli incidenti sul lavoro”, è il commento di Sara Donati, Area manager per l'Emilia Romagna di Studio3A, che ha seguito da vicino la famiglia d'origine della lavoratrice, i genitori, i fratelli e le sorelle, insieme all'avvocato Dario Eugeni del foro di Bologna. Famiglia che, attraverso Studio3A, “a cui si è rivolta fin dall'inizio per essere assistita, era già stata integralmente risarcita ma che adesso ha ottenuto una sia pur parziale risposta anche in sede penale”, si ricorda.