Paola Landini
Paola Landini

Modena, 19 settembre 2021 - Cosa è accaduto a Paola Landini, la donna scomparsa nel 2012 a 44 anni le cui ossa sono state ritrovate a maggio nel corso di una battuta nella zona del Tiro a Segno a Rometta? La chiave del mistero potrebbe essere contenuta nelle ricerche in rete che la donna ha fatto qualche giorno prima di quel 12 maggio di 9 anni fa.

Da sinistra, Roberto Brogli con l'avvocato Mauro Molesini

La squadra Mobile subito dopo la scomparsa trovò informazioni significative sul computer da cui Paola aveva fatto sparire diverse fotografie personali, che adesso potrebbero essere riprese in considerazione. La donna due-tre mesi prima dell’episodio navigava su internet e dialogava su alcuni forum nei quali manifestava la propria infelicità. Così come sono in corso alcuni esami balistici sulle due pistole ritrovate vicino alle spoglie della 44enne per verificarne lo ‘stato’, e comparazioni tra il terreno su cui erano adagiati i resti e quello ritrovato sulle ossa: così eventualmente da escludere la presenza di altri tipi di terriccio che potrebbero far ipotizzare che il corpo in tutti questi anni non sia rimasto sempre lì, ma vi sia stato trascinato.

Intanto è arrivato l’esito della prova del dna prelevato dal figlio Luca che certifica che quelle spoglie sono proprio di Paola. Un passaggio che potrebbe indurre la procura a riaprire il fascicolo. Il compagno di Landini e direttore del Tiro a Segno dove Paola dava una mano a tenere in ordine la struttura, Roberto Brogli (che non è stato mai indagato), attraverso il suo avvocato Mauro Molesini (insieme nella foto), ha detto di aver appreso dalla stampa il risultato del test genetico e preferisce "in questa fase non commentare, attendiamo i riscontri delle indagini".

E’ evidente che nessuna pista si può escludere al momento: dal suicidio all’omicidio passando per il malore. La donna il martedì del 12 maggio di nove anni fa fece perdere le proprie tracce proprio dopo essere stata al Tiro a Segno. Senza la sua auto però, che rimase in sosta nel parcheggio di fronte agli uffici della struttura. Nell’abitacolo sono stati trovati quasi tutti i suoi effetti personali: la borsa con dentro le carte di credito, i documenti, i soldi, le chiavi. Soprattutto due telefonini, uno dei quali ignoto alla famiglia che Paola utilizzava per dialogare con uno sconosciuto.

Quella mattina sparirono anche due pistole che erano custodite a chiave nell’armadio nella casa di Fiorano dove la donna conviveva con Brogli: è probabile che le avesse prese lei – si sentiva minacciata per una vecchia storia di stalking – ed è plausibile che si tratti delle armi ritrovate vicino alle spoglie ora al centro di una perizia disposta dalla procura. La scoperta dei resti umani è avvenuta casualmente a maggio, nel corso delle operazioni di ricerca di Alessandro Venturelli, il ragazzo sparito a dicembre scorso, cui hanno partecipato polizia, protezione civile, vigili del fuoco e la squadra del Soccorso alpino e speleologico.

Tra quella boscaglia e nei calanchi le squadre di ricerca negli anni erano passate più volte, battendo per giorni tutta la zona sud delle colline. Eppure nessuno era riuscito ad individuare il corpo che è stato in parte restituito dal terreno. Prima sono stati notati alcuni indumenti poi, via via, è ‘riemerso’ il resto: frammenti ossei compatibili, per conformazione, con lo scheletro di un ‘corpo’ femminile. E subito il pensiero dei presenti è corso a Paola Landini.