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26 apr 2022

Passione Ferrari, i musei accelerano "Tanti giovanissimi e famiglie"

Record di visitatori a Maranello e Modena, già superati i numeri pre pandemia. Il direttore Pignatti: "La Formula Uno incide, ma la gente ha voglia di viaggiare. Gli stranieri non sono più la maggioranza"

26 apr 2022
gianpaolo annese
Cronaca

di Gianpaolo Annese

Per i musei Ferrari di Modena e Maranello è sbocciata la primavera. Nuovo record di visitatori nei tre giorni di Pasqua con numeri che non solo sono tornati al livello pre-pandemia, ma addirittura sono cresciuti: se nel 2019 i ticket staccati sono stati 8.750, nello stesso periodo di quest’anno sono saliti a 9.903, il 13 per cento in più. "E’ bello vedere i padri che ammirano le nostre mostre e spiegano ai figli le caratteristiche e le imprese delle automobili. Una passione che si tramanda da una generazione all’altra", riflette il direttore dei Musei Ferrari Michele Pignatti. Direttore, in questa ‘accelerazione’ del flusso di visitatori possono aver inciso i recenti successi Ferrari in Formula 1?

"Sicuramente hanno avuto il loro peso, ma credo che dipendano soprattutto dalla voglia di normalità delle persone, dal desiderio di tornare a viaggiare, e anche l’emozione del Gran Premio a Imola, la gara in casa, ha creato un coinvolgimento rilevante".

Cosa trovano in questo periodo i turisti nei musei?

"Oltre ai tesori del patrimonio aziendale, è in corso la mostra al Mef ‘Ferrari forever’ dedicata al mondo della classiche, organizzata in occasione del 75esimo dell’azienda: è una esposizione dedicata al dipartimento ‘Ferrari Classiche’ con auto di altissimo livello che sta riscuotendo enorme successo".

Quale dei due musei attira di più?

"Maranello ovviamente ha il suo fascino e il nome è già un brand, ma direi che i turisti tendano a viverli entrambi perché sono complementari: Modena è dedicato a Enzo Ferrari, alla fabbrica e alle Gt, macchine da strada, Maranello invece che ha i numeri più alti riguarda la Ferrari intesa più come scuderia, con i bolidi da gara".

Da dove vengono i turisti?

"Fino a due anni c’era una prevalenza, almeno il 70 per cento sul totale, di visitatori stranieri. Adesso siamo al 50 per cento. Dall’estero arrivano soprattutto dalla Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, cominciano anche gli indiani a essere numerosi. L’altra parte sono italiani che giungono da tutte le parti: siamo veramente orgogliosi di sapere per esempio che un gruppo dalla Sicilia è venuto apposta per vivere i nostri musei".

Vengono tutti apposta per i musei?

"Nella maggior parte si tratta di appassionati che in questi due anni non sono riusciti a muoversi e ora hanno colto l’occasione organizzando il viaggio. Abbiamo riscontrato in generale la presenza di molti giovanissimi e di tante famiglie: è fantastico vedere il papà che si sofferma davanti a una macchina storica e ne spiega al figlio i segreti. E’ la testimonianza che la passione Ferrari si tramanda di generazione in generazione".

Cosa state preparando per il futuro?

"I musei non stanno mai fermi per cui in occasione dell’appuntamento Motor Valley a fine maggio allestiremo una mostra sui 10 anni del Mef e più avanti organizzeremo un’esposizione anche a Maranello per i 50 anni della pista di Fiorano".

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