Pavullo, Pattuzzi lascia il consiglio "Spazio ai giovani in vista del 2026"

L’annuncio delle dimissioni: "Farsi di lato scelta necessaria, serve una nuova classe dirigente per le elezioni"

Pavullo, Pattuzzi lascia il consiglio  "Spazio ai giovani in vista del 2026"

Pavullo, Pattuzzi lascia il consiglio "Spazio ai giovani in vista del 2026"

"Il mio è un passo di lato per far spazio ad una classe dirigente nuova che arrivi pronta alla sfida delle comunali del 2026, dove il centrosinistra dovrà presentarsi unito e con un campo largo". Con un po’ di tristezza, "ma insieme alla consapevolezza che questo sia il momento giusto", Graziano Pattuzzi – 67 anni, presidente di Società Autostrada Cispadana – dà l’addio al consiglio comunale di Pavullo, lasciando il posto alla segretaria dei Gd Frignano Susan Baraccani. Pattuzzi ha annunciato la sua decisione ieri sera in sala consiliare, a sorpresa, dopo che si era appena discusso delle ultime due mozioni con la sua firma (la prima per la memoria del dottor Belloi, la seconda per i trent’anni di gemellaggio con Capitan Pastene). "Lo avevo preannunciato dopo la sconfitta elettorale: lascio perché il 2026 è vicino e bisogna iniziare a prepararsi – spiega Pattuzzi –. Farsi di lato altro non è che una scelta giusta e necessaria e spero che anche altre figure del centrosinistra valutino questa opzione, onde evitare un’altra volta gli stessi errori commessi nel 2016 e nel 2021. A loro dico: facciamo un passo di lato, tutti insieme". Il riferimento non può che essere all’ala di sinistra candidata nel 2021 con Stefano Scaruffi, la cui divisione con Pattuzzi si è – col senno di poi – rivelata determinante per l’autogol al ballottaggio tra Venturelli e Biolchini, al quale il centrosinistra ha potuto assistere solo in tribuna. Pattuzzi, uscendo di scena (pur rimanendo "a disposizione nella misura in cui servirà") ed escludendo la possibilità di una ricandidatura, si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: "Nel 2021, nel giro di due giorni, si è passati dall’incredibile entusiasmo per la mia candidatura a una lista avversaria formata da una parte di sinistra – è il retroscena che emerge –. Qualcuno voleva vendicarsi su di me, che rappresentavo la continuità con l’ex sindaco Romano Canovi". L’addio di Pattuzzi segna la fine di una stagione storica per la politica locale, che ha radici negli anni della Prima Repubblica.

Pattuzzi – che terrà la tessera del Pd anche se l’elezione di Schlein lo ha allontanato dal partito – iniziò, nei panni della Dc, la propria esperienza in consiglio comunale a Pavullo nel 1988 sedendo all’opposizione della giunta Psi-Pci guidata da Giuliano Romani. Nel ’90 venne nominato presidente della Comunità Montana ma nel 1993, non ripresentandosi alle elezioni comunali, perse l’incarico. Dopo una chiamata da parte dei vertici del Ppi, Pattuzzi si candidò nel 1995 a presidente della Provincia: vinse e mantenne la carica per due mandati. Furono l’ex presidente del consiglio Enrico Letta e l’ex vicepresidente della Regione Emilio Sabattini che, ad un incontro de La Margherita, descrissero il candidato ‘ideale’ del centrosinistra per le comunali di Sassuolo: si trattava proprio di Graziano Pattuzzi, che si candidò, vinse e rimase sindaco dal 2004 al 2009. Perse per un soffio la sfida per la riconferma a Sassuolo nel 2009, poi – dopo un periodo di pausa – si candidò a sindaco di Pavullo nel 2021 ma senza riuscire nell’impresa, diventando così consigliere di minoranza. "Credo che la giunta Venturelli stia mantenendo ben poche promesse e, al suo interno, nasconda diverse divergenze – è il giudizio di Pattuzzi –. Sta dimostrando di saper far peggio dell’amministrazione precedente: il Comune non può essere una succursale della Pro Loco e il comportamento del sindaco sta deteriorando i rapporti con Provincia, Unione e Ctss.

Come diceva spesso Mino Martinazzoli: ‘Quando la nave è in mano al cuoco di bordo, ciò che trasmette il megafono del comandante non è la rotta ma ciò che mangeremo domani’".

Riccardo Pugliese