GIANPAOLO ANNESE
Cronaca

Pd choc, Baracchi fuori dal gruppo . Accuse alla segretaria Venturelli: "Gestione imbarazzante del partito"

L’ex assessora "non aderisce" alla truppa Dem, rimarrà in maggioranza formando da sola ’Spazio Democratico’ "Decisione presa non perché non sono diventata presidente: voglio esercitare il mio ruolo libera dalle correnti".

Pd choc, Baracchi fuori dal gruppo . Accuse alla segretaria Venturelli: "Gestione imbarazzante del partito"

Pd choc, Baracchi fuori dal gruppo . Accuse alla segretaria Venturelli: "Gestione imbarazzante del partito"

Modena, 5 luglio 2024 – Ha resistito quattro giorni Grazia Baracchi prima di esplodere: "Non aderisco al gruppo del Pd". Una decisione "maturata – spiega dopo aver avvertito il sindaco Mezzetti e il segretario provinciale Solomita – dopo aver assistito a settimane, o meglio mesi, di una gestione imbarazzante da parte della direzione della segreteria cittadina del mio partito. Tra posizionamenti anticipati senza se e senza ma, autocandidature preconfezionate, autoreferenzialità, senza mai entrare nel merito di politica e di merito delle persone".

Un attacco violentissimo dunque alla gestione di Federica Venturelli e alla sua cerchia più ristretta che molti identificano soprattutto in Diego Lenzini e Antonio Carpentieri. Non lascerà il Consiglio comunque "ma resterò a servizio di tutti e tutte restando in consiglio con ’Spazio Democratico’, questo il nome che darò alla rappresentatività che terrò in comune staccandomi dal Pd modenese, continuando così a lavorare per il bene della nostra città con le funzioni di consigliera, con tutti i miei limiti, ma con impegno e passione".

Il suo malumore era palpabile, oltre che nelle indiscrezioni della vigilia, anche nel primo giorno di Consiglio lunedì scorso. Quando ha ricoperto lo scranno più alto in virtù dei voti presi per tre quarti d’ora, prima di cedere il posto a sorrisi stretti al collega Carpentieri. "Non è stata una scelta semplice – prosegue Baracchi – perchè ho sempre creduto nel Partito Democratico, unico partito di cui ho avuto la tessera e a cui avevo aderito con entusiasmo e fiducia. So bene che questa scelta sarà vista come una risposta alla delusione di non aver potuto proseguire nel ruolo di assessora, tanto che in molti si aspettavano le mie dimissioni dal Consiglio". È invece una decisione "che mi permetterà, questa è la mia convinzione, di cui non voglio convincere nessuno, di esercitare al meglio il ruolo di consigliera, senza rimanere ingabbiata in logiche di correnti, aree, riferimenti a questo o a quello, che non mi appartengono. Non è un giudizio su niente o su nessuno, solo la consapevolezza che non voglio mettere energie e tempo, in dinamiche che non condivido. È una mia debolezza politica? Forse sì, ma nella vita, così come in politica è importante cercare di prendere le decisioni e non subirle".

La consigliera comunale ed ex assessora dice di aver "sempre creduto in una politica aperta, trasparente e condivisa, che parta dall’ascolto attivo e reale dei cittadini e delle cittadine. Bisogna guardare avanti e lavorare al meglio, al servizio dei cittadini che tanto si aspettano da questa amministrazione".

Uscirà anche dalla maggioranza? "No, assolutamente – aggiunge – Resto convinta e con spirito di collaborazione con tutte le forze politiche". La maggioranza che sostiene il sindaco Mezzetti al momento rimane dunque a 21, escludendo Modena civica.

Sarà la prima e ultima a uscire dal gruppo Pd? In molti danno Andrea Bosi in bilico. Il motivo sarebbe molto simile a quello di Baracchi. La differenza è che rispetto all’ex assessora allo Sport, Bosi ha ancora delle possibili prospettive nel partito (la candidatura alle Regionali in tandem con Stefania Gasparini per esempio).

Intanto Diego Lenzini è stato nominato capogruppo (iera sera c’è stata la riunione), mentre si apre una breccia in quello che viene definito "l’arroccamento" della segretaria cittadina. Per martedì sera è stata convocata la segreteria cittadina allargata ai segretari di circolo nella quale, oltre al punto sulle iniziative estive, si porrà anche il tema delle dimissioni dalla carica (questo non vuol dire che saranno annunciate, semplicemente se ne parlerà). L’argomento verrà discusso e la posizione sarà condivisa successivamente con il sindaco che aveva chiesto ai segretari Dem di lasciare l’incarico politico al più presto per evitare commistioni tra i due ruoli.