C’E’ chi giura di non vederla nella sede della Fondazione San Filippo Neri da quasi un mese, come se avesse ormai deciso di farsi da parte come direttrice dopo mesi e mesi di attacchi e polemiche. Così le dimissioni di Cristina Cavani dal ruolo di tesoriera provinciale del Pd - ufficializzate venerdì sera - sembrano intrecciarsi inevitabilmente con la bufera che ha travolto l’ente per presunte anomalie organizzative interne, in particolare la gestione dei fondi dell’associazione San Filippo Neri International. Di due settimane fa il blitz a sorpresa della Guardia...

C’E’ chi giura di non vederla nella sede della Fondazione San Filippo Neri da quasi un mese, come se avesse ormai deciso di farsi da parte come direttrice dopo mesi e mesi di attacchi e polemiche. Così le dimissioni di Cristina Cavani dal ruolo di tesoriera provinciale del Pd - ufficializzate venerdì sera - sembrano intrecciarsi inevitabilmente con la bufera che ha travolto l’ente per presunte anomalie organizzative interne, in particolare la gestione dei fondi dell’associazione San Filippo Neri International. Di due settimane fa il blitz a sorpresa della Guardia di Finanza negli uffici della Fondazione (raccontato dal Carlino) che ha gettato nuove ombre sull’ente, oggetto anche di due esposti depositati dalla Lega, che per prima con Stefano Soranna ha chiesto chiarimenti sulle criticità ipotizzate. A creare ancora più scompiglio, come noto, sono state le dimissioni lampo dell’ex presidente Tesauro la scorsa estate, aspramente polemico verso il silenzio dell’allora presidente della Provincia Muzzarelli e la condotta della stessa direttrice. Resta da vedere se al dietrofront da tesoriera seguirà il passo indietro alla Fondazione (il mandato scadrà comunque quest’anno). La scelta della Cavani (al suo posto il sindaco uscente di Mirandola, Maino Benatti) viene però difesa dal partito che parla di normale (e previsto) avvicendamento: «L’assemblea provinciale riunitasi a Ponte Alto - spiega il segretario provinciale, Davide Fava - ha nominato Benatti nuovo tesoriere provinciale. Cristina Cavani aveva assunto il ruolo nella fase di transizione tra il mandato di Valter Reggiani, già prorogato su richiesta della segreteria provinciale, e il tesoriere designato Maino Benatti, funzionario dipendente del partito in aspettativa per mandato amministrativo. Cristina, quindi, con spirito di servizio, aveva accettato di mettere a disposizione del partito a tempo determinato la sua esperienza e le sue provate competenze nell’attesa che il mandato amministrativo di Benatti scadesse». Non la pensa allo stesso modo il centrodestra. «La mossa a sorpresa della Cavani - sostengono Soranna della Lega e Luigi Rizzo, coordinatore provinciale dei Giovani di Forza Italia - fa pensare ad una vendetta nei confronti di qualcuno che l’aveva sempre difesa, nonostante le evidenti e gravi responsabilità nella gestione della San Filippo Neri e nonostante percepisca ancora oggi uno stipendio illegittimo. Ora vogliamo tutta la verità». Chiede chiarezza anche la lista ‘Modena Volta Pagina’: «Le dimissioni della Cavani, all’indomani del sopralluogo della Guardia di Finanza, suscitano molti legittimi interrogativi. La nostra lista sottoscrive al momento quelli di Mauro Tesauro, che l’anno scorso fece scoppiare il caso dimettendosi dalla presidenza: ‘I nodi prima o poi vengono al pettine... Ma secondo Muzzarelli non avevo le traveggole e tutto andava bene?’».