"Pensionato ucciso con psicofarmaci L’imputata con lui nelle ultime ore"

Finale, per l’accusa l’analisi delle celle telefoniche colloca la 37enne vicino alla casa di Barbato quando morì

"Pensionato ucciso con psicofarmaci  L’imputata con lui nelle ultime ore"

"Pensionato ucciso con psicofarmaci L’imputata con lui nelle ultime ore"

Il cellulare dell’imputata – la 37enne Samia El Harim – avrebbe ’agganciato’ per tutta la settimana celle telefoniche compatibili con la zona in cui viveva la vittima. In particolare, la donna si sarebbe trovata nell’area della palazzina sabato 30 luglio scorso, fino a sera ma soprattutto tutta la giornata di domenica. E’ quanto emerso ieri in aula – durante la deposizione di un carabiniere – nell’ambito del processo per la morte del 74enne Rocco De Salvatore: oltre alla giovane di origine marocchina, è imputato Angelo Barbato, 40enne di Finale Emilia (la procura ha chiesto il giudizio immediato per il reato di omicidio preterintenzionale, rapina e – solo per la 37enne – maltrattamenti). Secondo le accuse la coppia, somministrando una dose massiccia di potenti psicofarmaci avrebbe causato la morte del pensionato, trovato morto nella sua camera da letto di via Volta, a Massa Finalese la sera del 31 luglio. In base agli accertamenti svolti dai carabinieri, in sostanza, il cellulare della 37enne sarebbe stato ‘collegato’ alla cella in area compatibile con l’abitazione della vittima da martedì 26 luglio e in tutti i giorni successivi, fino al rinvenimento del corpo della vittima. Ieri in aula erano presenti i figli del pensionato, che chiedono giustizia. Tra loro anche Stefano De Salvatore, che per primo fece la drammatica scoperta quella domenica. Secondo le indagini, coordinate dalla procura, i due imputati avrebbero somministrato i farmaci alla vittima per lungo tempo per usare la sua auto e restare nella sua casa. Ieri, in aula, sono stati sentiti diversi testimoni dell’accusa tra cui un amico dei figli della vittima, che avrebbero visto l’auto dell’anziano all’esterno di un bar di Finale Emilia, venerdì 29 luglio, guidata dall’imputata. Il giovane ha spiegato di aver visto Barbato entrare al bar poco dopo, pur non avendolo visto scendere dalla vettura in questione e di aver visto poi l’auto della vittima ‘sgommare’. "Era strano vedere lì la macchina di Rocco – ha dichiarato – anche perchè non la prestava a nessuno". Per altri testimoni, che non si sono presentati in udienza, disposto l’accompagnamento coatto.

Valentina Reggiani