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20 mar 2022

"Per recuperare questi ragazzi puntiamo sulla formazione"

20 mar 2022

Loris Vezzali, docente di Psicologia sociale a Unimore, è tra i componenti del tavolo di lavoro sul disagio giovanile.

Professore, è improprio o no il termine baby gang?

"In alcuni casi si, in altri meno. Possiamo usare il termine baby gang in presenza di gruppi più o meno stabili di giovani che in maniera sistematica hanno comportamenti criminali. Spesso, tuttavia, ci troviamo di fronte a gruppi di giovani dai confini molto sfumati e i cui comportamenti antisociali non hanno carattere di sistematicità, ad esempio i vandalismi. Il termine tuttavia consente di identificare con chiarezza il fenomeno facilitando lo sviluppo di azioni per contrastarlo".

A cosa si correlano questi episodi?

"Il fenomeno va mappato in modo puntuale cercando di conoscere i giovani singolarmente, con le loro situazioni particolari e anche come sono legati tra loro. Se queste azioni rispondono a bisogni ed esigenze variegate, è fondamentale comprenderli con un’analisi accurata. Agire è fondamentale, anche per evitare che tali comportamenti si estendano".

Esistono misure preventive per evitare che degenerino?

"Anzitutto attività scolastiche formative, per far comprendere ai giovani quali sono le conseguenze delle loro azioni. Importante anche la formazione per fornire a genitori e insegnanti strumenti per affrontare le esigenze dei giovani e l’organizzazione di eventi sociali volti a delegittimare questi comportamenti. Parallelamente è fondamentale lavorare sulla creazione di opportunità ricreative e formative per i giovani; non è un caso che la pandemia, e dunque la mancanza di attività, abbia rinforzato il problema".

Perché sono aumentati oggi questi episodi violenti?

"Per molti motivi: aumento delle famiglie in situazione di problematicità, povertà educativa, scarso interesse di molti per una partecipazione attiv alla vita sociale, uso smodato dei social come mezzo di riconoscimento sociale e aumento del bisogno di apparire, pandemia (che, sebbene non abbia creato il problema, può averlo rinforzato). A ciò possiamo aggiungere in alcuni contesti la mancanza di una vera risposta alle necessità dei giovani e la scarsità delle offerte pensate specificamente per loro".

Alberto Greco

© Riproduzione riservata

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