Piano urbano, arriva l’ok "Ecco le nuove regole" Ma la sinistra non ci sta: "No cambiali in bianco"

L’astensione degli alleati del Pd fa rumore: "Non siamo stati ascoltati"

Piano urbano, arriva l’ok  "Ecco le nuove regole"  Ma la sinistra non ci sta:  "No cambiali in bianco"

Piano urbano, arriva l’ok "Ecco le nuove regole" Ma la sinistra non ci sta: "No cambiali in bianco"

Modena ha un nuovo piano urbanistico generale, l’ormai famoso Pug. Si tratta di una piattaforma che governerà la trasformazione del territorio per i prossimi trent’anni, quindi un documento di fondamentale importanza per la città, che mette al centro – spiega il Comune – rigenerazione dell’esistente, ambiente e potenziamento dei servizi. Ma oltre al valore più concreto, quello legato al ’mattone’, c’è un piano politico molto importante da considerare. Il Pug, infatti, è anche una ’filosofia’ che, a un anno scarso dalle prossime elezioni, poteva servire a compattare una futuribile alleanza di governo. Missione compiuta? Non del tutto. Se, infatti, il piano del sindaco Gian Carlo Muzzarelli è riuscito a convincere, non senza fatica, i Verdi, lo stesso non è accaduto con Sinistra per Modena. Che, alla fine, ha scelto di astenersi sostenendo di non essere stata per nulla ascoltata e di non essere disposta a firmare "cambiali in bianco".

Il voto si è tenuto ieri in consiglio, dopo la presentazione dell’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli. Si sono espressi a favore il Pd, Modena civica ed Europa verde-Verdi. Contrari Alternativa popolare, Forza Italia, Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia, Modena al centro e Luigia Santoro di Lega Modena. Si sono avvalsi del non voto i consiglieri Giovanni Bertoldi e Stefano Prampolini di Lega Modena. Astenuti gli esponenti di Sinistra per Modena.

L’approvazione definitiva è l’ultimo atto di un percorso avviato nel 2017, che ha visto il consiglio esprimersi già a dicembre 2021, con l’assunzione del Pug, e a dicembre 2022 con l’adozione. Il piano entrerà in vigore dopo circa due mesi dall’approvazione, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione (Burert) e andrà a sostituire i precedenti strumenti urbanistici. "Grazie al nuovo Pug – ha affermato Muzzarelli intervenendo nel dibattito – Modena potrà diventare una città migliore, una comunità aperta e accogliente, luogo di pensiero e contaminazione, in cui i nostri figli e nipoti potranno trovare un senso di vita comune e positivo. Il piano urbanistico generale ha l’ambizione di governare la transizione verso il 2050, prendendo per mano una città che è già oggi in movimento: il futuro, appunto, è adesso". L’assessora Vandelli ha aggiunto che "si tratta di un’operazione straordinaria di riduzione della rendita immobiliare puntando alla qualità del progetto, un salto in avanti importante a cui dobbiamo credere lavorando insieme perché avvenga davvero".

Significativo, come anticipato, l’intervento di Walter Stella e Camilla Scarpa, di Sinistra per Modena. "Nonostante la nostra richiesta, in fase di adozione, di necessarie modifiche e integrazioni, prendiamo atto che il contenuto del Pug è rimasto del tutto invariato – dice Stella – Il Pug ha bisogno di ponderazione, programmazione e confronto per essere redatto e approvato con consapevolezza: non siamo disposti a firmare una cambiale in bianco che possa portarci a rimorsi futuri". "Alcuni aspetti del piano – aggiunge Scarpa – rappresentano un avanzamento nella direzione di una città maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, ma rimangono le criticità derivanti dalla legge urbanistica, a partire dalla soglia possibile del 3% sul consumo di suolo e dalle innumerevoli deroghe possibili. Serve più radicalità sul tema della tutela del suolo".

Passando all’opposizione, Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia parla di un piano che "ingessa definitivamente la città", una "preoccupante ipoteca sul post Muzzarelli", mentre Alberto Bosi (Alternativa popolare), definisce la maggioranza "ambientalista solo a parole". Per il 5 Stelle Silingardi "il consumo di suolo al 3% non è accettabie. Noi siamo per l’azzeramento del consumo, anzi per il suo recupero".