A COLPI di piccone, nel cuore della notte, stava cercando di frantumare, e c’era quasi riuscito, una delle vetrate del poliambulatorio privato sanitario ‘Blumedica’, in viale Gramsci 347 quando è suonato l’allarme che lo ha messo in fuga. L’uomo, un 73enne di Cavezzo, pluripregiudicato, volto noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri della stazione di Mirandola...

A COLPI di piccone, nel cuore della notte, stava cercando di frantumare, e c’era quasi riuscito, una delle vetrate del poliambulatorio privato sanitario ‘Blumedica’, in viale Gramsci 347 quando è suonato l’allarme che lo ha messo in fuga. L’uomo, un 73enne di Cavezzo, pluripregiudicato, volto noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri della stazione di Mirandola per il reato di tentato furto aggravato.

Ieri mattina è stato sottoposto a rito direttissimo. L’udienza ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Intorno alle 2.20 di martedì, l’individuo aveva parcheggiato l’auto a ridosso del centro medico e dopo aver prelevato il piccone e un martelletto dal baule, dove erano riposti altri arnesi da scasso, si era diretto a colpo sicuro contro una delle vetrate, la meno visibile dalla strada, iniziando a infliggerle una serie ripetuta di colpi, almeno una quindicina. Tuttavia, poco prima della conclusione del ‘lavoro’ che gli avrebbe consentito di penetrare all’interno, è suonato l’allarme. Sul posto, mentre l’uomo si dileguava a piedi, lasciando l’auto nel parcheggio, sono giunti in un baleno i vigilantes, i carabinieri della vicina stazione e la titolare del centro medico Jessica Parenti. I carabinieri si sono subito messi subito alla ricerca dell’uomo, individuato e arrestato poco dopo in una strada laterale di viale Gramsci. Ammanettato, è stato trasferito al comando e ieri mattina in Tribunale per il processo con rito direttissimo. L’uomo ha cercato di giustificare il gesto dichiarando di essere in condizioni di estrema povertà e seguito dai servizi sociali (pare sia stato di recente sfrattato). «Cercava con ogni probabilità soldi e attrezzature mediche» ha dichiarato ieri mattina la titolare, Jessica Parenti, la cui attività era stata presa di mira dai ladri anche nel 2006. «Quella volta – dichiara – erano riusciti a entrare, ma erano fuggiti a mani vuote perché l’allarme era entrato in funzione». v.bru.