Deceduto per sospetto Coronavirus. Vittima, martedì pomeriggio, un dipendente di Poste Italiane addetto alle lavorazioni interne presso il centro distribuzione di San Felice sul Panaro. Il fatto ha inevitabilmente creato panico tra i colleghi: l’uomo, infatti, si era presentato regolarmente al lavoro fino a venerdì 13 marzo. E, come se non bastasse, nei giorni precedenti era rimasta a casa una portalettere con sintomi da Covid-19 (la donna ha avuto conferma della sua positività lunedì). A stretto giro dall’accaduto, alzano la voce le sigle sindacali che lamentano una carenza di misure di protezione per l’intera categoria su tutto il territorio modenese e un clima di tensione generalizzato. Proprio gli addetti dei vari sportelli lavorano quotidianamente a stretto...

Deceduto per sospetto Coronavirus. Vittima, martedì pomeriggio, un dipendente di Poste Italiane addetto alle lavorazioni interne presso il centro distribuzione di San Felice sul Panaro. Il fatto ha inevitabilmente creato panico tra i colleghi: l’uomo, infatti, si era presentato regolarmente al lavoro fino a venerdì 13 marzo. E, come se non bastasse, nei giorni precedenti era rimasta a casa una portalettere con sintomi da Covid-19 (la donna ha avuto conferma della sua positività lunedì). A stretto giro dall’accaduto, alzano la voce le sigle sindacali che lamentano una carenza di misure di protezione per l’intera categoria su tutto il territorio modenese e un clima di tensione generalizzato. Proprio gli addetti dei vari sportelli lavorano quotidianamente a stretto contatto con gli utenti e questo richiede un’attenzione ancora maggiore, per evitare e scongiurare qualsiasi possibilità di infezione.

"I lavoratori postali e le nostre organizzazioni sindacali esprimono cordoglio alla famiglia del collega deceduto. Allo stesso tempo – dichiarano SlpCisl Emilia Centrale, SlcCgil Modena e Uilposte Modena - siamo seriamente preoccupati per le precauzioni che Poste Italiane sta adottando per limitare il contagio. Non tutti gli uffici e centri di recapito, infatti, sono dotati dei dispositivi di protezione individuale, tanto meno di quelli che rilevano la temperatura di chi presenta sintomi da Covid-19".

Le stesse sigle aggiungono che negli ultimi giorni due casi di contagi si sono verificati nel centro di distribuzione di Vignola e altrettanti nell’ufficio postale di Fiorano.

"Deve essere ben chiaro a tutti che oggi la salute dei lavoratori e dei cittadini viene prima dei Kpi (Key performance indicators, gli indici di produttività di Poste Italiane). Per questo – concludono Slp Cisl Emilia Centrale, Slc Cgil Modena e Uilposte Modena - chiediamo spiegazioni all’azienda e non escludiamo di denunciare chi ha omesso di adottare tutte le precauzioni necessarie". Interviene sul quadro generale in cui si muovono tutti gli addetti delle Poste Domenica Marotta, funzionario della SicCgil di Modena: "I lavoratori operano in condizioni di estrema criticità e continuo rischio, per se e per la clientela, sia l’operatore degli uffici sia il portalettere nel recapito quotidiano della posta in tutta la provincia di Modena. Come constatato con gli altri sindacati, l’azienda procede a rilento con la fornitura di protezioni individuali(mascherine gel guanti e detergenti) e in alcuni centri di recapito abbiamo chiesto la sanificazione straordinaria quotidiana di tutti i mezzi in dotazione e postazioni di lavoro dei portalettere, oltre la già prevista sanificazione degli uffici postali".

E da oggi inizierà il pagamento delle pensioni che, seppur a scaglioni, farà affluire centinaia di anziani negli sportelli di tutta la provincia, fino almeno il prossimo 1 aprile. Per questo i lavoratori di Poste chiedono urgentemente di predisporre misure di tutela ancora più stringenti a tutela sia della categoria che degli utenti.

"Questi ritardi di interventi – prosegue Marotta – aggravano il rischio di contaminazione tra gli operatori e creano un sentimento di paura esasperato tra i lavoratori postali che, nonostante il panico generale, ogni mattina con tutte le loro forze si alzano, raggiungono il proprio ufficio e danno un contributo vero e autentico al Paese".

Ma la questione Poste associata all’emergenza Covid-19 anche nella nostra provincia non nascce certo da questa tragica notizia. Già nei giorni scorsi, infatti, e più volte, sempre i sindacati si erano mobilitati per chiedere maggiori tutele per i lavoratori, soprattutto a proposito delle dotazioni di sicurezza (mascherine e gel igienizzanti). Tant’è, lo ricordiamo, che proprio Cgil, Cisl e Uil nei giorni scorsi avevano minacciato la serrata se le cose non fossero cambiate all’interno degli uffici postali aperti nel nostro territorio.