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6 mag 2022

"Potenziare le cure primarie è il nostro primo obiettivo"

Antonio Brambilla, dg Ausl: "Stiamo lavorando senza sosta per recuperare le prestazioni specialistiche"

6 mag 2022

Lo sviluppo della rete territoriale passerà anche dal potenziamento del sistema del 118 e delle strutture di Pronto soccorso, dal superamento della carenza di specialisti in collaborazione con l’Università, dal potenziamento delle reti cliniche e assistenziali integrate, con il coinvolgimento delle associazioni, e dalla telemedicina per favorire la piena presa in carico dei cittadini.

"Salvo ulteriori indicazioni nazionali – ha affermato il direttore generale dell’Ausl, Antonio Brambilla – il quadriennio 2023-2026 vedrà la progressiva concretizzazione dei diversi progetti, ma già da ora siamo al lavoro, non solo sul versante tecnico, ma per condividere con i diversi soggetti istituzionali gli obiettivi e le funzioni di queste nuove strutture e progettualità. Ci troviamo infatti davanti a importanti sfide: potenziare le cure intermedie, migliorare l’accesso ai servizi e la risposta ai bisogni assistenziali e sociali, aumentare la prossimità al cittadino, rafforzare la connessione tra professionisti territoriali e ospedalieri, per un’offerta sanitaria rinnovata, in linea con le esigenze di presa in carico che anche la pandemia ha reso più urgenti ed evidenti".

Il direttore generale si è anche soffermato sulle progettualità che riguardano Modena città che vedrà la realizzazione, con altre risorse, di due nuove Case della Comunità (presso l’ex Ospedale Estense e Polo Sud-Ovest in via Panni presso l’ex Charitas) e dell’Hospice di Villa Montecuccoli. Grazie al finanziamento del Pnrr la città avrà infine un nuovo Ospedale di Comunità a Baggiovara e la Cot Hub provinciale. Infine, rispetto al momento attuale, Brambilla ha sottolineato che "la sanità territoriale esce dall’emergenza, se così si può dire tenuto conto che ancora osserviamo molte positività al covid e ci occupiamo dei pazienti ricoverati, profondamente trasformata. I professionisti hanno dato tutto sé stessi in questi due anni e ci troviamo ora con un grande affaticamento dell’intero sistema sanitario che si somma alle difficoltà in termini di organico, non dovute al covid ma alla mancanza di risorse reclutabili sull’intero territorio nazionale, in particolare in aree sensibili come l’Emergenza-urgenza, o il Materno-infantile. Stiamo lavorando senza sosta – ha continuato - per recuperare gli interventi chirurgici e per ricalibrare l’offerta di prestazioni specialistiche, ma dobbiamo tenere conto che non sarà più possibile ritornare ai livelli pre-covid caratterizzati da una richiesta molto alta di visite ed esami".

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