VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Primario ucciso, colpo di scena Indagine riaperta dopo 42 anni Si scava nel mondo sanitario

Il direttore di Ostetricia Montanari ucciso nel 1981 con 7 colpi di pistola. Spuntano nuovi elementi. Il fascicolo fu archiviato due volte. La libertà di coscienza sull’aborto il possibile movente. .

Primario ucciso, colpo di scena  Indagine riaperta dopo 42 anni  Si scava nel mondo sanitario

Primario ucciso, colpo di scena Indagine riaperta dopo 42 anni Si scava nel mondo sanitario

di Valentina Reggiani

Colpo di scena dopo oltre 40 anni nell’indagine dell’omicidio del professor Giorgio Montanari, direttore della clinica ostetrico ginecologica del Policlinico, travolto da una raffica di colpi di arma da fuoco nel 1981 mentre tornava dall’ospedale dopo una giornata di lavoro. Ci sarebbero alcuni iscritti nel registro degli indagati. Persone che gravitano nel mondo sanitario. Non solo: spuntano nuovi elementi che hanno permesso di riaprire il fascicolo ’impolverato’ e la polizia, in queste ore, sta sentendo diversi medici come persone informate sui fatti. Si riaccende il faro dunque su un omicidio che destò enorme sgomento in città.

È la sera dell’8 gennaio di 42 anni fa, sono le 20. Il professor Montanari, 51 anni, dopo l’ennesima giornata di duro lavoro, esce dal nosocomio: un venticello gelido gli schiaffeggia il volto. Il dottore saluta il collega Umberto Muscatello, dopo di che scherza con uno specializzando di Ostetricia: il direttore non ricordava dove aveva parcheggiato l’auto, il suo Maggiolino. Poco dopo lo ritrova. Giusto il tempo però di mettere in moto e viene raggiunto da sette colpi di arma da fuoco, esplosi da una calibro 45. L’ultimo si rivela fatale perché lo raggiunge alla spalla, oltrepassando il sedile

Ora, dopo più quarant’anni, il caso sul terribile delitto del professore a sorpresa è stato riaperto. Dopo un lungo stop, gli accertamenti – anche grazie alle nuove tecnologie – sono partiti con l’acceleratore e questa volta si potrebbe davvero dare un nome all’assassino. Pare che le indagini svolte all’epoca (il caso sarà archiviato nel 1991, poi riaperto nel 2017 e richiuso nel 2020) siano state oggi ‘lette’ dagli inquirenti con un’altra ottica e la procura abbia recentemente delegato gli accertamenti alla squadra mobile.

All’epoca gli investigatori, coordinati dall’allora pm Eleonora De Marco, privilegiarono la pista professionale: il primario aveva già ricevuto lettere contenenti minacce scritte così pure proiettili. Nel 2020, però, la procura aveva ritenuto impossibile stabilire, in base ai reperti catalogati, chi ammazzò il primario. Ora, invece, sarebbero stati individuati nuovi elementi, probabilmente anche grazie alla la pressante richiesta di parenti e colleghi di riaprire il caso, in primis la vedova 90enne Anna Ponti.

Nel 2020 infatti era spuntata una pistola ritenuta simile a quella utilizzata per commettere l’omicidio: l’arma era stata svenduta all’asta dall’ufficio Corpi di reato. Il compianto procuratore capo Paolo Giovagnoli aveva così deciso di riaprire il caso, poi nuovamente naufragato. Secondo la vedova, il marito in quegli anni era osteggiato da molti dei colleghi e pare che le indagini vadano proprio in quella direzione.

In particolare, in quel periodo, il 1981, era entrata in vigore la legge sull’aborto e il professore aveva lasciato libertà di coscienza ai suoi collaboratori: decisione che aveva destato tra i corridoi del sesto piano del Policlinico un certo malcontento e diversi attriti tra i sanitari emersi anche dai verbali di quella terribile notte. All’epoca l’unica testimone dell’omicidio era una donna, al volante di un’auto contro la quale finì un’altra vettura tamponata dal Maggiolino del primario, colpito a morte pochi secondi prima. La donna vide solo un’ombra allontanarsi. Sul posto arrivarono immediatamente le forze dell’ordine e si parlò di un delitto chiaramente premeditato da un assassino che attendeva la vittima nel parcheggio e che probabilmente era a conoscenza degli orari del professore. A dare l’allarme, quella sera, era stata proprio la tecnica di laboratorio. Per tutta la notte gli inquirenti ascoltarono medici, infermieri, specializzandi senza però trovare alcun sospetto. Ora finalmente il killer potrebbe essere scoperto.