GIANPAOLO ANNESE
Cronaca

Mezzetti, primo giorno da sindaco: "Sulla giunta decido io. La coalizione ha vinto anche grazie ai miei voti"

Ieri è stato proclamato ufficialmente. Fascia tricolore e visita in Comune. A breve sarà chiamato alla composizione della squadra amministrativa. "Le forze elette saranno rappresentate, ma i nomi devono convincermi".

Primo giorno da sindaco: "Sulla giunta decido io. La coalizione ha vinto anche grazie ai miei voti"

Primo giorno da sindaco: "Sulla giunta decido io. La coalizione ha vinto anche grazie ai miei voti"

Modena, 13 giugno 2024 – "La giunta la decido io sulla base della rappresentanza, dell’esperienza e delle competenze. Le vostre elucubrazioni sui giornali? Mi fermo ai titoli, gli articoli neanche li leggo perché sono scenari che non esistono". Massimo Mezzetti è stato appena proclamato sindaco: indossa la fascia tricolore, si accomoda dietro la scrivania, scambia due chiacchiere con i dipendenti comunali.

Mezzetti, il sindaco decide la giunta, ma i partiti spingeranno sui nomi a loro graditi.

"Sì, ma l’ultima decisione spetta a me. Non solo per legge, ma anche sul piano politico: nessun sindaco a Modena ha ottenuto una dote di consensi personali rispetto alla coalizione così alto: quasi 1.800 voti. E nessun sindaco dal 2009 ha incassato nel complesso così tanti voti in assoluto (54.860) nonostante 20mila elettori in meno".

Le forze della coalizione però potrebbero rinfacciarle che le preferenze hanno un peso e che lei ha vinto anche grazie a loro.

"Direi che invece è loro che hanno vinto grazie a me".

Si riferisce alla situazione di stallo di Natale quando è stato chiamato.

"Occorre tener presente che tra le Europee e le Amministrative, tutti i partiti, centrosinistra e centrodestra, hanno perso voti a vantaggio delle liste civiche. Io fossi in loro qualche interrogativo me lo porrei. E invece leggo di fantomatiche giunte sui giornali, autocandidature: leggo solo i titoli però, non vado oltre perché non avrebbe senso".

La sua giunta quanti componenti avrà?

"Dieci in tutto, compreso il sindaco, il massimo possibile per Modena. È curioso che si parla di federalismo e poi la legge impone a livello nazionale anche addirittura il numero massimo di amministratori di un Comune".

Assessori scelti per competenza ed esperienza.

"Esatto, almeno nelle deleghe chiave come Urbanistica, Scuola, Welfare, Bilancio".

Parlava però anche del criterio della rappresentanza.

"Nel senso che le forze che sono entrate in Consiglio hanno diritto a un assessorato".

Ma immaginiamo che ogni forza eletta si presenterà con una rosa di nomi da cui scegliere.

"Ecco, questo è un metodo che va superato. La rosa la possono pure presentare, ma i nomi devono convincermi. Altrimenti insieme troviamo una soluzione individuando un’altra persona".

Lei ha vinto con una percentuale oltre ogni pronostico. La spaventano quei numeri? Le aspettative si alzano molto.

"Spaventato non è la parola giusta. Sicuramente mi carica di forte responsabilità, sento che la città si attende molto dal nostro operato".

I temi in agenda dei primi fatidici cento giorni?

"Rifiuti e insicurezze, al plurale".

Perché al plurale?

"Sull’ordine pubblico fisseremo un incontro con prefetto, questore, carabinieri – la competenza primarie lo ricordo è dello Stato – per mappare la situazione a Modena, strada per strada. Dopodiché incontrerò il comandante della polizia locale per capire se ci sono margini per una maggiore presenza degli agenti sul territorio".

Le altre insicurezze?

"Penso a quelle sociali. Dalla salute alla casa: c’è una ‘fascia grigia’ di famiglie che pur lavorando non riesce a far fronte agli affitti per i salari troppo bassi e un mercato immobiliare fuori controllo".

Qual è l’idea?

"Abbiamo in mente un maggiore ruolo di protagonista dell’Agenzia casa, riconoscendo ai proprietari garanzie, un canone più alto e maggiori benefici fiscali per incrementare gli alloggi in locazione. Le risorse per farlo saranno in parte a carico del Comune che, però, agirà nell’ambito di un Fondo (da costituire e che potrebbe chiamarsi ‘Immobiliare sociale’) nel quale far confluire le risorse anche di tutti i soggetti, pubblici e privati, investiti da questo problema: dai proprietari agli inquilini, dalle associazioni imprenditoriali alle Fondazioni".

E passiamo ai rifiuti.

"Convocheremo a breve un incontro con Hera per passare in rassegna zona per zona, coinvolgendo i cittadini a cui chiederemo il parere, quali sono le strade e i quartieri dove la raccolta funziona e dove soprattutto non funziona perché mancano gli spazi o vi è per qualche ragione una produzione di rifiuti che va oltre la capacità di raccolta".

Cosa succederà dove non funziona?

"Introdurremo dei correttivi che possono prendere due forme".

Sappiamo che a lei i sacchetti esposti non piacciono.

"A me no. Soluzioni alternative possono essere un aumento dei bidoni carrellabili oppure, dove c’è un volume molto alto di rifiuti, l’introduzione di ‘cassonetti intelligenti’ della carta e della plastica dove conferire i sacchi".

In che senso intelligenti?

"Ci sono quelli che funzionano con la carta smeraldo, come adesso i contenitori per l’indifferenziata, ma anche quelli che leggono il codice del sacchetto, si aprono e tracciano chi conferisce i rifiuti. Certo, servirà nel caso un investimento da parte del Comune e di Hera in più, ma ne beneficerà il decoro della città".

Ha avuto modo in queste ore di parlare con Gian Carlo Muzzarelli? Come sono i rapporti tra voi due?

"Con Gian Carlo ci siamo visti anche ieri, mi ha passato una serie di fascicoli e si è messo a disposizione dicendomi di chiamarlo ogni volta che ci sarà bisogno".

Quali sono i principali ostacoli che teme per i prossimi cinque anni?

"Ci sono due-tre motivi di preoccupazione che per ora preferirei non riferire anche per non alimentarli".

Ce ne dica almeno uno.

"Di sicuro occorrerà introdurre una nuova metodologia nel funzionamento della macchina comunale. Ci sono rigidità che non riguardano solo Modena, ma tutti i Comuni. Si ragiona in maniera verticale, per compartimenti stagni. E invece bisogna cominciare a pensare con modalità orizzontale, trasversale, multidisciplinare".

Può fare degli esempi?

"Non è possibile occuparsi di Urbanistica, senza coinvolgere anche il settore Ambiente o i Lavori pubblici. Oppure di politiche sociali senza discutere di Salute".